FLEE di JONAS POHER RASMUSSEN / Dal 10 Marzo 2022 al Cinema / I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. Press Kit Courtsey Ufficio Stampa Echo.

FLEE Official Trailer

Un film straordinario sulla conoscenza e sul rispetto delle persone. Un lavoro di mediazione tra linguaggi mediatici con cui Jonas Poher Rasmussen costruisce un luogo senza tempo dove Amin, rifugiato dall’Afghanistan, può finalmente raccontare la sua drammatica e miracolosa esperienza. Dal vivo ma sotto sembianze animate, un cartone animato in una documentata realtà. Dall’impossibilità di poter partecipare a Cannes 2020 l’inizio di una serie continua di premi e riconoscimenti fino ad arrivare alla tripla candidatura dei prossimi Oscar, la prima volta per un film di animazione. (m.g.)

FLEE di JONAS POHER RASMUSSEN / Dal 10 Marzo 2022 al Cinema / I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. Press Kit Courtsey Ufficio Stampa Echo.


COMUNICATO STAMPA PRESSBOOK FLEE


Il primo film di sempre a ottenere tre nomination come

Miglior film d’animazione, Miglior documentario e Miglior film internazionale

FLEE

Diretto da Jonas Poher Rasmussen

DAL 10 MARZO AL CINEMA

I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection sono liete di annunciare l’uscita nelle sale italiane il 10 marzo del documentario animato FLEE del regista danese Jonas Poher Rasmussen, il racconto del viaggio verso la salvezza del rifugiato afghano Amin.

In selezione nell’abortita edizione di Cannes 2020, FLEE ha avuto la sua prima assoluta, che ha incanto pubblico e critica, al Sundance Film Festival 2021 dove ha vinto come Miglior documentario straniero, seguita dall’anteprima italiana alla 17ª edizione del Biografilm Festival 2021, dove si è aggiudicato il premio come Miglior film del concorso internazionale e l’Audience Award all’interno del concorso internazionale. La corsa ai riconoscimenti mondiali è proseguita con due premi all’European Film Awards 2021 e al National Board of Review, USA 2021 con il premio “Freedom of Expression” per citarne solo alcuni, fino ad ottenere la nomination come Miglior film d’animazione ai Golden Globes 2022 e ben tre candidature ai Premi Oscar 2022 come Miglior Film Internazionale, Miglior Film di Animazione e Miglior Documentario.  

Amin è uno pseudonimo, come per tutti gli altri personaggi principali del film, che protegge l’anonimato dell’amico del regista che ha vissuto questa incredibile storia sulla sua pelle.  Amin, arrivato come minore non accompagnato in Danimarca dall’Afghanistan, oggi, a 36 anni, è un accademico di successo. Da oltre vent’anni ha un segreto che rischia di far crollare il castello della sua vita, faticosamente costruito, proprio alla vigilia del matrimonio con il suo compagno di lunga data. Flee è una storia vera che racconta in modo unico gli strazianti tentativi di un rifugiato afghano di trovare asilo all’estero. Un documentario di animazione, un viaggio viscerale, poetico ma anche pieno di solitudine e di un’incessante voglia di vivere. Un racconto sincero del bisogno di un uomo di confrontarsi con il proprio passato per conquistarsi un grande futuro.

Il documentario animato FLEE del regista danese Jonas Poher Rasmussen sarà nelle sale italiane dal 10 marzo con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.


FLEE

di Jonas Poher Rasmussen
Produzione Monica Hellström, Signe Byrge Sørensen

(Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia, Stati Uniti, Slovenia, Estonia,
Spagna, Italia, Finlandia – 2021 – 89’)

DAL 10 MARZO AL CINEMA

SINOSSI LUNGA

Amin Nawabi (uno pseudonimo), un accademico trentaseienne di alto livello, progetta di sposarsi e trasferirsi con il suo fidanzato Casper. Ma qualcosa lo trattiene, e Amin continua a rimandare, scomparendo su un altro incarico all’estero.

L’amico di Amin, Jonas, regista di documentari, è perplesso dal suo comportamento, Ed è incuriosito dal suo passato che potrebbe racchiudere la chiave del suo comportamento. Nonostante si conoscessero da quando erano adolescenti, quando Amin arrivò da solo nel villaggio di Jonas rivelò molto poco sulla sua provenienza e su come fosse arrivato in Danimarca. Ora, vent’anni dopo, riconoscendo che il suo trauma passato lo sta trattenendo, Amin decide di condividere la sua storia con Jonas per andare finalmente avanti con la sua vita.

Anche se, una serie di interviste di Amin, rivelano come negli anni ’90 lui e la sua famiglia fuggirono dall’Afghanistan e dai Mujahedeen. Trovarono rifugio temporaneo a Mosca, ma una volta scaduti i visti turistici, furono costretti a nascondersi. FLEE segue il giovane Amin e la sua famiglia in molteplici drammatici tentativi di raggiungere la sicurezza in Europa, e in parallelo racconta la storia del grande Amin, la cui lotta per la fiducia e la paura dell’intimità minacciano la vita che sta costruendo per sé e per il suo futuro marito.

Il regista Jonas Poher Rasmussen, che per la prima volta ha svelato la storia di Amin, intreccia uno splendido arazzo di immagini e ricordi per raccontare la storia profondamente toccante di un giovane alle prese con il suo traumatico passato per salvare il suo futuro. Spingendo il confine della forma ibrida documentaria, FLEE apre nuove strade all’animazione e alla narrazione confessionale con una storia che ha un profondo impatto emotivo.

ORIGINI

Il regista e documentarista radiofonico Jonas Poher Rasmussen incontrò il suo amico Amin Nawabi (uno pseudonimo) negli anni ’90 quando Amin si trasferì nella piccola città dove Jonas è cresciuto. Ha incontrato per la prima volta il nuovo arrivato ben vestito su un treno locale quando erano studenti del liceo – visti i pochissimi immigrati, Amin spiccava tra la folla. Senza conoscere l’intera portata della storia di Amin, Jonas vide un immigrato afgano che si acclimatò bene alla Danimarca grazia ad una forte etica del lavoro e grandi capacità sociali. Inconsapevole fino a molto tempo dopo che il viaggio del suo amico verso l’età adulta era una storia straordinaria come nessun’altra. A partire dalla morte di suo padre a Kabul quando era un bambino, e arrivando fino a Mosca, quando i membri della sua famiglia hanno fatto diversi tentativi strazianti di reinsediarsi in Europa occidentale, l’infanzia di Amin è stata definita da periodi di attesa, speranza e fuga.

Dopo il liceo, Jonas ha iniziato a fare documentari radiofonici, e lui e Amin hanno pensato di lavorare insieme su una storia sul passato di Amin, ma quest’ultimo non era ancora pronto a venire a patti con le sue esperienze troppo dolore e sofferenza sono rimasti nascosti sotto la superficie, e temeva sia per la sua sicurezza che per quella della sua famiglia, così abbandonarono l’idea sapendo che l’avrebbero visitata di nuovo al momento giusto.


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