MANIC STREET PREACHERS / ULTRA VIVID LAMENT / 10 Settembre 2021 Columbia / Sony Music. Photo Courtesy of Ufficio Stampa Parole & Dintorni. www.manicstreetpreachers.com

Maniaci predicatori di strada in isolamento fiduciario. Il risultato è The Ultra Vivid Lament il quattordicesimo album in studio della band rock britannica Manic Street Preachers. Un concept album in emergenza pandemica quasi a ricongiungersi alle origini del loro primo album Generation Terrorists nel 1992. Ogni genere da loro rappresentato dal punk rock al britpop è pensato e riscritto oggi al pianoforte per poi realizzarsi in preziose e splendide undici tracce dove il lamento vivido, l’autenticità, sono la loro memoria storica e attuale. Ulteriore rarità e bellezza i demo nella versione deluxe edition. (m.g.)

MANIC STREET PREACHERS/ ULTRA VIVID LAMENT / 10 Settembre 2021 Columbia / Sony Music. Photo Courtesy of Ufficio Stampa Parole & Dintorni. www.manicstreetpreachers.com

MANIC STREET PREACHERS – Photography by ALEX LAKE WWW.TWOSHORTDAYS.COM

COMUNICATO STAMPA UFFICIO STAMPA PAROLE & DINTORNI


MANIC STREET PREACHERS
È USCITO OGGI

“THE ULTRA VIVID LAMENT” 

disponibile in digitale, in versione Cd e Lp

È uscito oggi in digitale, in versione CD e LP, THE ULTRA VIVID LAMENT” (Columbia / Sony), il 14° album in studio della rock band britannica MANIC STREET PREACHERS.

The Ultra Vivid Lament” è una riflessione sull’isolamento, una condizione rappresentata nel disco come una stanza disordinata e annebbiata da ricordi spesso dolorosi, a cui si reagisce volgendo lo sguardo oltre una finestra e ammirando il paesaggio in cui si incontrano la terra e l’infinità del mare e del cielo.

L’album è stato anticipato da due singoli: “Orwellian“, un brano che rispecchia il classico stile dei Manic Street Preachers e “The Secret He Had Missed“, tre minuti e mezzo di una melodia unica, una traccia che brilla come se fosse catturata dai riflessi di una gigantesca strobosfera. La canzone è arricchita dalla splendida voce di Julia Cumming (Sunflower Bean) che risuona su una linea di pianoforte in stile ABBA e su una ritmica incalzante.

Le undici tracce di “Ultra Vivid Lament” sono caratterizzate da introspezione, rabbia silenziosa e melodie irresistibili. Elementi presenti ovunque, dal ronzio ambientale in apertura di Snowing In Sapporo fino all’incalzante duetto di The Secret He Had Missed, in cui si immagina un dialogo tra due fratelli, gli artisti Augustus e Gwen John, passando per la profonda Diapause e il pensiero stoico di Happy Bored Alone.

Musicalmente, The Ultra Vivid Lamentsi ispira a una serie di album che hanno influenzato la formazione della band (ABBA, post-Eno Roxy, the Bunnymen, REM dell’era Fables, Lodger) anche se resta evidente il tocco originale dell’unione unica di James Dean Bradfield, Nicky Wire e Sean Moore, che da oltre trent’anni formano una delle band rock’n’roll più brillanti del Regno Unito.

Questa la tracklist dell’album: “Still Snowing In Sapporo”, “Orwellian”, “The Secret He Had Missed”, “Quest For Ancient Colour”, “Don’t Let the Night Divide Us”, “Diapause”, “Complicated Illusions”, “Into The Waves of Love”, “Blank Diary Entry”, “Happy Bored Alone” e “Afterending”.

Prendendo le distanze dalla loro ultima pubblicazione (“Resistance is Futile” del 2018′), “The Ultra Vivid Lament” è il primo album dei Manic Street Preachers scritto al pianoforte e non alla chitarra. Il disco è stato registrato durante l’inverno 2020-21 in Galles tra il Rockfield di Monmouth e lo studio della band, il Door to the River a Newport, con il supporto dello storico collaboratore Dave Eringa (The Who) e mixato da David Wrench (Blossoms, Frank Ocean, Arlo Parks). L’album include due featuring: quello con Julia Cumming (Sunflower Bean) in The Secret He Had Missed e quello con Mark Lanegan in “Blank Diary Entry“.


“THE ULTRA VIVID LAMENT”

TRACCIA PER TRACCIA

STILL SNOWING IN SAPPORO

Il testo affronta la crudeltà del tempo, la perfezione cristallina della memoria, l’evocazione dei luoghi e delle emozioni provate. Musicalmente è un brano che affonda le sue radici nell’indie degli anni ‘80. Sean ha ceduto il posto a Steve Shelly alla batteria. Influenzati da “Inbetween Days”, The Pale Fountains e The Lotus Eaters, il testo si ispira a “Snow Is Falling In Manhattan” dei Purple Mountains.

ORWELLIAN

Il brano parla dell’uso improprio delle parole, che è alla base delle guerre culturali senza fine e delle pretese di conoscere la verità assoluta che riempiono le piattaforme digitali. Nella sezione ritmica Nick e Sean ricercano il groove degli ABBA, mentre James si rifà a “It’s My Life” dei Talk Talk. Il testo si arricchisce della scrittura di Paul Weller, autore di “Going Underground”.

THE SECRET HE HAD MISSED

Questo brano risente dell’influenza degli ABBA. Immaginato come un duetto che racconta la storia di Gwen e Augustus John, due personalità opposte all’interno di una stessa famiglia, il brano mette in evidenza di come un fratello e una sorella possano essere molto diversi tra loro ma allo stesso tempo entrambi così incredibili. Musicalmente è simile a “The Girl That Wanted To Be God”, ma in una versione più contenuta. La voce di Julia Cumming aggiunge il tocco di pop di cui si aveva bisogno, brillante come una gigantesca disco ball.

QUEST FOR ANCIENT COLOUR

Plain Gold Ring” di Nina Simone, echi di Elton John e Billy Joel terminano con un eroico assolo di Jimmy Page. Come molte canzoni del disco, anche questo brano è stato inizialmente scritto al pianoforte da James. È una canzone che parla di sogni e desideri, di una strada che non finisce mai.

DON’T LET THE NIGHT DIVIDE US

Ricorda il momento di apice in “London Calling” dei Clash, ma suonata “in stile ABBA”. Nick era ossessionato da “Finding You” dei The Go-Betweens. È una canzone che rappresenta una sfida e una forza interiore per sapere cosa è intrinsecamente giusto.

DIAPAUSE

Il brano ricorda “Jubilee Street” di Nick Cave con un assolo di chitarra alla George Benson: quattro stelle su cinque bassi. È una ninna nanna ipnotica che parla di dolore e perdita, un’ode allo stoicismo, un lamento, un ritiro nel letargo causato dall’ambiente che ci circonda.

COMPLICATED ILLUSIONS

La battaglia filosofica tra strutturalismo e decostruttivismo e i limiti che queste teorie pongono alle interpretazioni storiche. La canzone si caratterizza per un flusso di parole maestoso e scorrevole, guarda a “More Than This” e al periodo di Roxy e di “Lodger” di Bowie, picco del pop di Echo ethe Bunnymen.

BLANK DIARY ENTRY

Il brano racconta come ci si sente a essere intrappolati in una situazione che prende il controllo e a cui non si può sfuggire. Sembrava una canzone di Mark Lanegan (“One Way Street”), quindi gli è stato chiesto di cantarci sopra e ha funzionato brillantemente: la sua voce sovrasta minacciosamente sul brano.

INTO THE WAVES OF LOVE

Ricorda molto la “Murmur” era dei REM, delicata e leggera, ma anche “For What It’s Worth” dei The Cardigans e un fugace assaggio di “The Great Gig In The Sky”; è una canzone per persone sole, un antidoto alla pressione imposta dalla società nel dover far parte di vane comunità, il rifiuto delle verità universali.

HAPPY BORED ALONE

La canzone tratta un tema ricorrente nella discografia dei Manic: la solitudine gioiosa, il rifiuto della costrizione digitale e delle attività insensate, considerati limiti culturali. Il testo potrebbe essere inconsciamente ispirato da “Me, Myself and I” di Joan Armatrading, il brano dell’album che più si avvicina al tradizionale “suono dei Manic”.

AFTERENDING

Qui sentiamo “The Name Of The Game” degli ABBA e “New Gold Dream” dei Simple Minds, armonizzata dalla batteria di Bowie. È stato scritto durante i mesi più bui del COVID, quando il ciclo delle notizie era inevitabilmente cupo e sempre più difficile da elaborare, tentando di sorridere anche se si era di fronte alla catastrofe e alla sofferenza, circondati da in una nebbia di confusione e dubbio indotta dal COVID.


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