LA VITA RUBATA. Storia di GIUSEPPE UVA. Morto. Ma nessuno lo ha ucciso. A cura di FULVIO MAZZA. Infinito Edizioni 2021. Cover Immagini Courtesy of Ufficio Stampa Infinito Edizioni. https://www.infinitoedizioni.it/

Quando si tratta di episodi legati al presunto o accertato abuso di potere da parte delle Forze dell’Ordine la loro amplificazione mediatica porta sempre una sensazione che tali avvenimenti possano accadere sempre. Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Riccardo Magherini, nel 2008 Giuseppe Uva, e l’elenco può continuare. Fermati e uccisi in strada, trattenuti in caserma e poi ritrovati morti in ospedale, nel mezzo una miriade di mancanze di verità oggettive. Il libro realizzato da Fulvio Mazza principalmente attraverso documenti e atti giudiziari mette a nudo un sistema sociale e giudiziario dove vittime e carnefici possono essere facilmente manipolati, intimiditi, omissioni, omertà e difesa dei propri amici le scelte più diffuse. L’8 Luglio 2019 la Cassazione ha confermato la sentenza di assoluzione per i due carabinieri e i sei poliziotti indagati perché il fatto non sussiste. Giuseppe Uva è morto per arresto cardiaco, ma nessuno lo ha ucciso. “Lucia, la sorella di Giuseppe Uva, ha provato in tutti i modi a ottenere un’indagine che spiegasse perché, in quell’obitorio, ha trovato un corpo con segni che non capiva, degli indumenti con macchie di sangue che non capiva (m.g.)

LA VITA RUBATA. Storia di GIUSEPPE UVA. Morto. Ma nessuno lo ha ucciso. A cura di FULVIO MAZZA. Infinito Edizioni 2021. Cover Immagini Courtesy of Ufficio Stampa Infinito Edizioni. https://www.infinitoedizioni.it/


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Lucia, la sorella di Giuseppe Uva, ha provato in tutti i modi a ottenere un’indagine che spiegasse perché, in quell’obitorio, ha trovato un corpo con segni che non capiva, degli indumenti con macchie di sangue che non capiva.

Sono passati cinque anni dal 14 giugno del 2008, ultimo giorno di vita di Giuseppe” scrive Fulvio Mazza in La vita rubata. Storia di Giuseppe Uva. Morto. Ma nessuno lo ha ucciso.

La sera del 13 giugno 2008 due amici guardano in televisione la partita di calcio Italia-Romania; poi escono, bevono, schiamazzano per la strada. Vengono prelevati e portati in caserma dai carabinieri. La mattina dopo uno di loro, Giuseppe Uva, è in ospedale, morto. Ciò che è successo durante quella notte è diventato materia di un processo durato quasi dodici anni, al termine del quale la Corte di Cassazione ha deciso di assolvere gli imputati da tutte le accuse. Per la morte di Uva non c’è nessun responsabile.

Tutto questo è contenuto nel libro dal titolo La vita rubata. Storia di Giuseppe Uva. Morto. Ma nessuno lo ha ucciso, curato da Fulvio Mazza.

Una vita presa, strappata, buttata via, quella di Giuseppe Uva, rubata come fosse cosa di poco conto e di nessun valore, come il furto di un’autoradio o un qualunque altro reato ormai endemico nella vita notturna di una città”. (Luigi Manconi e Valentina Calderone)

Da questo testo, basato su atti giudiziari, emerge la storia di una donna tenace e coraggiosa: Lucia Uva. Che ha restituito l’onore al fratello Giuseppe”. (Riccardo Noury)

Con il patrocinio di Amnesty International

Il libro:
Titolo: La vita rubata
A cura di: Fulvio Mazza
(€ 15,00 – pag. 144)

In libreria dal 18 febbraio 2021


Il curatore

Fulvio Mazza (1956), dirige l’agenzia letteraria “Bottega editoriale”. È autore di numerosi saggi di Storia Moderna e Contemporanea, Economia e Comunicazione pubblicati, fra gli altri, da Città del Sole edizioni, Edizioni scientifiche italiane, Franco Angeli, Istituto per l’Enciclopedia italiana (“Treccani”), Laterza, Pellegrini, Rubbettino. La sua ultima pubblicazione è Il Golpe Borghese. Quarto grado di giudizio (Pellegrini, 2020).

Nel volume, che ripercorre quanto accaduto la notte tra il 13 e il 14 giugno del 2008 nella caserma dei carabinieri di Varese e poi nell’ospedale cittadino a Giuseppe Uva, arrestato insieme a un amico per schiamazzi notturni e ubriachezza e successivamente deceduto, Fulvio Mazza ci propone migliaia di pagine di atti giudiziari, che seguono i vari gradi di giudizio legati a questa vicenda. Ci sono, quasi come in un romanzo, i fatti successi per la strada, in caserma, in ospedale. Ci sono i personaggi: vittime, imputati, avvocati, magistrati. E ci sono la dignità, la vita e la morte del cittadino Giuseppe Uva.


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