FOTOGRAFIA – Nuove Produzioni 2020 per la Collezione Roma a cura di FRANCESCO ZIZOLA con NADAV KANDER MARTIN KOLLAR ALEX MAJOLI SARAH MOON TOMMASO PROTTI / 23 Febbraio – 16 Maggio 2021. MATTATOIO di Roma Padiglione 9/a. Photo e Video Riprese In Mostra Courtesy of Ufficio Stampa Mattatoio Azienda Speciale Palaexpo. Martin Kollar Progetto: Long Stroll: All Roads lead to Rome Titolo immagine: Untitled. Le due immagini, così come tutte le altre che compongono il progetto di Kollar, sono riproduzioni del suo diario creato nei 42 giorni che da Bratislava lo hanno portato a Roma attraversando 5 nazioni a piedi. Ogni pagina del diario rappresenta un giorno di cammino. Tommaso Protti Progetto: Bordi Titolo immagine: Untitled. Il lavoro di Protti, di stampo documentario, si focalizza sulle periferie romane e la durezza delle situazioni sociali che spesso le contraddistinguono, immortalandole avvolte dalle tenebre, in un atmosfera esasperata dal bianco e nero e l’utilizzo di un flash. Nadav Kander Progetto: Enduring Generations Titolo immagine: Enduring Generations VII, (498 BC – 07 December 2019), Forum Romanum, Rome. L’immagine rappresenta uno scorcio del Foro Romano. Kander con il suo lavoro ha voluto focalizzarsi sul tema del passaggio del tempo e dell’eredità della Roma storica come organismo vivente attraverso i secoli. Sarah Moon Progetto: Diario Romano Titolo immagine: Pineta di Cinecittà. L’immagine rappresenta la pineta di Cinecittà, uno dei molti scorci che Sarah Moon ha fotografato nella sua ricerca guidata dai temi centrali della sua opera, quelli del passare del tempo, della memoria e dell’immateriale. Alex Majoli Progetto: Fiore de Sabbia Titolo immagine: Untitled. Majoli ricerca la teatralità nel quotidiano, immortalando la vita quotidiana e i suoi soggetti come fossero attori su un palcoscenico o su un set cinematografico attraverso l’utilizzo della luce artificiale. Per questo progetto, ha battuto le strade di Roma alla ricerca di quelle “scene” di vita che ne rappresentassero l’essenza. www.mattatoioroma.it

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Riprese in mostra – Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la collezione Roma pt.1

Roma memoria del mondo antico, punto di arrivo di ogni percorso, un palcoscenico continuo sia esso periferia o teatro principale, l’immateriale di una città. Una mostra di una essenzialità artistica magnifica, cinque tra i più importanti fotografi internazionali in un progetto curato da uno dei maestri della storia della fotografia Francesco Zizola. In “Fotografia Nuove Produzioni 2020 per la Collezione Roma” il medium fotografico non si depotenzia di fronte all’attuale emergenza pandemica, un’esposizione che sospinge l’immagine in una dimensione familiare e poetica. (m.g.)

FOTOGRAFIA – Nuove Produzioni 2020 per la Collezione Roma a cura di FRANCESCO ZIZOLA con NADAV KANDER MARTIN KOLLAR ALEX MAJOLI SARAH MOON TOMMASO PROTTI / 23 Febbraio – 16 Maggio 2021. MATTATOIO di Roma Padiglione 9/a. Photo Allestimento e Video Riprese In Mostra Courtesy of Ufficio Stampa Mattatoio Azienda Speciale Palaexpo. Preview Stampa 22 Febbraio 2021 Immagini VideoIntervista Francesco Zizola, Alex Majoli ©Giornalista Indipendente. www.mattatoioroma.it

Riprese in mostra – Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la collezione Roma pt.2

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VideoIntervista FRANCESCO ZIZOLA
Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la collezione Roma – Intro GI
Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la collezione Roma – Interni GI
Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la collezione Roma – Interni – GI
VideoIntervista ALEX MAJOLI


COMUNICATO STAMPA UFFICIO STAMPA AZIENDA SPECIALE PALAEXPO


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Comunicato Stampa

Al Mattatoio la mostra “Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la collezione Roma” a cura di Francesco Zizola

Cinque grandi protagonisti internazionali della fotografia contemporanea raccontano Roma

Roma, 22 febbraio 2021 – A partire dal 23 febbraio e fino al 16 maggio il Padiglione 9A del Mattatoio ospita “Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la Collezione Roma” a cura di Francesco Zizola, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e dall’Azienda Speciale Palaexpo. La mostra è nata dalla volontà dell’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale di dare seguito al progetto sorto in seno a “Fotografia Festival Internazionale di Roma” che aveva istituito, già dal 2003, la residenza per un fotografo di fama internazionale. Sono state così raccolte per l’Archivio Fotografico del Museo di Roma le immagini di 15 grandi protagonisti della fotografia contemporanea che raccontano la Capitale attraverso il loro sguardo. Nel 2019 è stato proposto a Francesco Zizola di curare la ripresa della pratica delle residenze temporaneamente interrotte, così da arricchire la collezione permanente. Zizola ha invitato a Roma 5 artisti noti nel mondo della produzione artistica e fotografica internazionale. Sono esposte al Mattatoio circa 130 immagini di Nadav Kander, Martin Kollar, Alex Majoli, Sarah Moon (presente anche con un video) e Tommaso Protti. Tutti hanno lavorato in residenza a Roma nel corso del 2019, tranne Kollar che ha scelto di viaggiare a piedi e di elaborare il proprio lavoro attraverso un percorso di avvicinamento a Roma partendo dal Danubio.
Gli scatti di Alex Majoli rinnovano il linguaggio di espressione della documentazione del reale, quelli di Sarah Moon invece guardano al ruolo della memoria e del ricordo nel suo rapporto con la materia che la città di Roma offre. Nadav Kander, maestro riconosciuto nel panorama fotografico internazionale, ha esplorato con i suoi scatti il volto della Roma antica e secolare, che tramanda la sua essenza da una generazione alla successiva, mentre Tommaso Protti analizza il presente duro e ruvido delle periferie. Un discorso a parte va fatto per il lavoro di Kollar, che ha scelto di lavorare sull’antica collocazione di Roma al centro del mondo, camminando per 42 giorni da Bratislava alla Città Eterna su quelle strade che un tempo erano le arterie principali dell’Impero romano.
Attraverso la varietà di approcci visuali e concettuali, queste nuove produzioni offrono uno sguardo sfaccettato e profondo sulle molteplici anime della Città, e rappresentano un lascito importante per la collezione dell’Archivio Fotografico.

PERCORSO DI MOSTRA

La mostra si apre con il lavoro di Tommaso Protti le cui fotografie mettono a confronto la Roma Storica con la realtà cruda ed aspra della nuova Roma. La sezione centrale della mostra ospita invece i lavori di Martin Kollar e Alex Majoli, che occupano rispettivamente la parte sinistra e la parte destra del padiglione. Kollar presenta una riproduzione del suo “diario di bordo” un viaggio a piedi che da Bratislava lo ha portato fino alla Città Eterna. Nel progetto “Tutte le strade portano a Roma, the Long Stroll” Martin Kollar ha voluto percorrere a ritroso quella strada che dall’antico confine riporta al centro dell’Impero, Roma. I suoi 1255 km percorsi a piedi in 42 giorni attraverso cinque paesi europei sono raccolti in una collezione di istanti che compongono un diario, e il diario è anche ciò che Martin ci offre in mostra. Di fronte alla serie di Kollar, Alex Majoli invece fotografa Roma utilizzandone le strade, le stanze e le piazze come fossero un palcoscenico, un set cinematografico. Le sue fotografie immortalano momenti quotidiani e triviali. L’ispirazione viene da Brecht, dal Pirandello dei “Sei Personaggi in cerca di Autore”. Majoli con il suo DNA di fotogiornalista, con un artificio linguistico fa cadere quella barriera e come il capocomico dei sei personaggi, ci proietta dentro le nostre stesse vite e dentro una Roma stratificata in 28 diversi palcoscenici, una Roma in bianco e nero che si offre come in un teatro le cui immagini della classicità romana fanno da quinta alla rappresentazione e in cui la bellezza e l’armonia provano (e spesso riescono) a contrastare il disordine e la decadenza. Il percorso continua con il lavoro di Nadav Kander, una serie di grandi stampe che riflettono il formalismo che caratterizza il grande fotografo britannico. “L’organismo vivente della città di Roma” con queste parole Nadav Kander definisce la Capitale e, per meglio approfondire quel suo profondo sentire le origini lontane della città, ne cerca le tracce più antiche e materiche nei pori delle pietre che sono state decorazioni o colonne o statue, nelle terrecotte che ne hanno sostenuto le mura. Kander ci sollecita a scorgere dietro quel telo di plastica, così barbaramente contemporaneo, la presenza scomoda che abita ancora in noi. Arrivati in fondo alla sala principale, la mostra continua in uno spazio separato, più intimo e silenzioso, che ospita il lavoro di Sarah Moon, conclusione poetica del percorso. Nelle sue fotografie, Sarah Moon, stabilisce una relazione con il passato che esula dalla ricerca di un incontro con esso, ma piuttosto ne predispone l’epifania. L’illusione prospettica è dichiarata, il suo bianco e nero è come lei stessa definisce “sempre il colore dell’inconscio, della memoria”. L’utilizzo della pellicola istantanea Polaroid non fa che accentuare i segni del tempo che passa. I graffi e le cicatrici presenti nella Roma monumentale e nella Roma contemporanea sono propri di questa pellicola come sono insiti nelle strutture e nelle pietre fotografate. Roma esiste in quanto immagine radicata nel profondo inconscio, in quanto tessuto emotivo, in quanto sentimento di appartenenza universale alla comunità degli uomini. Sarah Moon sembra volerci ricordare quanto sia importante per l’uomo non spezzare questo sottile ma importante filo con il passato condiviso.

È promosso da ROMA Culture (culture.roma.it) sotto l’indirizzo dell’Assessorato alla Crescita culturale

DICHIARAZIONI

Questa mostra è motivo di soddisfazione per vari motivi. Prima di tutto perché viene ospitata nel Padiglione 9a del Mattatoio, uno dei luoghi di questo spettacolare complesso di archeologia industriale assegnato all’Azienda Speciale Palaexpo per i prossimi vent’anni. L’altro motivo di soddisfazione è che in questa occasione si recupera e si rivitalizza una importante iniziativa, cominciata nei primi  anni Duemila e ciò che rende significativa questa mostra l’intuizione del curatore Francesco Zizola di proporre a ben cinque fotografi la formula della “residenza”: venire a Roma, soggiornarvi per un certo tempo, forse diventare un po’ romani, ovvero arrivare a sentirsi cittadini di una città talmente estesa, talmente complessa, talmente multiforme da accogliere chiunque, sempre però lasciando un senso di inquietudine, di non appartenenza, di inafferrabilità.  In effetti le fotografie di Sarah Moon, Nadav Kander, Alex Majoli e Tommaso Protti ci restituiscono non soltanto la bellezza di sguardi sorprendentemente acuti, ma anche un’atmosfera di tempo sospeso, di indistinguibilità tra una faccia qualunque e quella, scolpita, di un dio; fra la vertigine di un dettaglio e l’oscurità incombente che, subito prima del buio totale della notte, sembra trasformare l’evento comune in una tragedia che ha lo spessore del mito. Un discorso apparentemente diverso andrebbe fatto per Martin Kollar che ha deciso, invece di risiedere a Roma, di fotografare il proprio viaggio verso la nostra città”, dichiara Cesare Pietroiusti, presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo. 

I lavori racchiusi in questa mostra guardano a Roma ognuno in maniera differente attraverso uno sguardo autoriale che sa porsi in modo consolidato all’avanguardia nel processo di rinnovamento del linguaggio fotografico. Rappresentano quindi un patrimonio importante per la Città di Roma e la sua collezione fotografica, che per la prima volta si vede arricchita dal lavoro di ben cinque grandi autori nell’arco di una sola edizione.
Le immagini raccontano di una città multiforme e mutevole in cui l’eredità dell’Impero Romano si mischia al buio delle periferie e le cui diverse anime coesistono, come nel percorso di mostra, dialogando tra loro.
“Le città sono un insieme di tante cose, di memorie, di desideri, di segni d’un linguaggio” scriveva Italo Calvino ne “Le città invisibili”. La fotografia può avere la capacità di restituirci la traccia di ciò che la nostra città è stata nello sguardo degli autori che l’hanno interpretata. E rimarrà un documento per le nuove generazioni.” dichiara Francesco Zizola, curatore della mostra.

BIO DEI FOTOGRAFI IN MOSTRA

SARAH MOON

Fotografa di moda sin dal 1970, Sarah Moon inizia a concentrarsi sui propri progetti personali nel 1985. Da allora crea e sviluppa immagini su tre temi principali: l’evanescenza della bellezza, l’incertezza e il passaggio del tempo. Il suo lavoro è stato in mostra in gallerie e musei di tutto il mondo, ed è stato pubblicato in numerosi libri, tra i quali “Coincidences”, “Circus”, “Le Fil Rouge”,  “1,2,3,4,5” e “Passé Présent”.
Sarah Moon ha diretto numerosi film tra cui “Mississippi One” (1991), “5h-5” (2012) oltre a 5 corti ispirati alle favole di Hans Christian Andersen e Charles Perrault (“Circus”, “The screech owl”, “The red  thread”, “The mermaid of Auderville”, “Little Black Riding Hood”) e alcuni documentari su fotografi e tecnica fotografica tra cui: “There is something about Lilian”, “Le montreur d’images” e “Contacts”.
Nel 2020 il Museo di Arte Moderna di Parigi ha realizzato una mostra dal titolo “Passé Présent” che ha raccolto un’ampia selezione delle sue fotografie e film.

ALEX MAJOLI

Alex Majoli, classe ‘71 nato a Ravenna, ha frequentato l’Istituto d’Arte di Ravenna per poi iniziare la sua carriera come fotografo. Il suo lavoro si focalizza sulla condizione umana e la teatralità della quotidianità. A portarlo alla fama internazionale è stato il servizio fotografico realizzato sulla chiusura dell’Istituto di igiene mentale dell’isola di Leros, in Grecia, a cui ha dedicato anche una monografia dal titolo “Leros” mosso dall’interesse per le teorie di Franco Basaglia, pioniere della concezione moderna di salute mentale e famoso per aver abolito i manicomi in Italia. Si è recato poi in Brasile per il progetto ventennale “Tudo Bom” che racconta un paese complesso e sfaccettato concentrandosi sull’aspetto più oscuro della sua stessa società. Dopo molti anni trascorsi a fotografare le persone, trova un suo stile fotografico utilizzando la luce artificiale per drammatizzare situazioni reali. La realtà quindi diventa un set cinematografico, e le persone di conseguenza attori di una scena.
Il sottile confine tra realtà e finzione caratterizza le sue immagini ed è proprio quella zona di confine ad affascinarlo e a spingerlo a cercare di luoghi dove la condizione umana è messa alla prova e a mettere in luce la teatralità, la lotta e la magnificenza dello spirito umano. Attualmente sta lavorando a un progetto sulla frammentazione e la polarizzazione dell’identità europea, toccando i temi della xenofobia, la crisi dei rifugiati e l’ascesa dell’estrema destra in tutto il continente. Majoli vive a New York. Ѐ membro di Magnum Photos dal 2001 ed è rappresentato dalla Howard Greenberg Gallery di New York.

NADAV KANDER

Nadav Kander, classe ‘61 vive e lavora a Londra. Tra i suoi progetti “Yangtze – The Long River”, vincitore del premio Prix Pictet nel 2009; “God’s Country” fotografie negli Stati Uniti; “Dust” che esplora l’eredità della Guerra Fredda attraverso le rovine radioattive di città segrete sul confine russo; “Bodies 6 Women, 1 Man, photo-sculptures of the human”; e “Obama’s People” una serie di 52 incredibili ritratti commissionati dal New York Times Magazine. In corso il suo progetto “Dark Line – The Thames Estuary”, una riflessione personale sul paesaggio del fiume Tamigi nel punto in cui sfocia in mare, realizzata attraverso immagini atmosferiche delle sue acque lente e scure e i suoi orizzonti apparentemente infiniti. Nel 2019 la Steidl pubblica una monografia dei suoi lavori. Il lavoro di Kander è ospitato in numerose collezioni pubbliche tra cui quelle del: National Portrait Gallery, London, UK, Museum of Contemporary Photography, Chicago, USA; Marta Herford Museum, Herford, Germany; Sheldon Museum, Lincoln, USA; The Frank-Suss Collection, London, New York, Hong Kong; e Statoil, Oslo, Norway. Ha tenuto mostre in numerosi musei internazionali tra i quali il Weserburg  Museum, Bremen, Germany; Musée de L’Elysée, Losanna, Svizzera; Museum of  Photographic Arts, San Diego, USA; Museum of Applied Arts, Colonia, Germania; The Barbican Centre, London, UK; The Photographers’ Gallery, London, UK; Somerset House, London, UK; Palais de Tokyo, Paris, France; e Herzliya Museum of Contemporary Art, Tel Aviv, Israel. Ha ricevuto la Honorary Fellowship Award da parte della  Royal Photographic Society e l’Outstanding Contribution to Photography Award dai  Sony World Photography Awards.

MARTIN KOLLAR

Martin Kollar è nato nel 1971 a Žilina in Czechoslovakia (ora Repubblica Slovacca), ha studiato all’Accademia di Arti Performative di Bratislava alla facoltà di cinema, e ha poi lavorato come fotografo freelance, cineasta e regista. Kollar predilige progetti fotografici a lungo termine. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui il Prix Elysee e l’Oscar Barnack Award. Il suo lavoro è stato in mostra in istituzioni e musei di tutto il mondo, tra cui: Brooklyn Museum, New York, USA; Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava, Slovacchia; Martin-Gropius-Bau, Berlin, Germany; Museo d’Arte di Tel Aviv, Israel; la Maison Européenne de la Photographie, Paris, France; e Museo dell’Eliseo di Losanna, Svizzera.Ha pubblicato cinque libri di fotografia: Nothing Special (Actes sud, 2008), Cahier  (Diaphane, 2011), Field trip (Mack, 2013), Catalogue (Slovak National Gallery, 2015)  e Provisional arrangement (Musée Elysee/Mack, 2016). Ha preso parte ai lavori di alcuni film tra cui “66 Seasons” (2003), “Cooking History” (2009), “Velvet Terrorists”(2013), “Koza” (2015). Ha debuttato nel 2012 come regista con il corto autobiografico “Autoportrait” e con un lungometraggio “5th October” nel 2016.

TOMMASO PROTTI

Tommaso Protti, classe ’86 nato a Mantova, vive a San Paolo in Brasile. Ha iniziato la sua carriera fotografica nel 2011 dopo la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Da allora, si è dedicato alla creazione dei propri progetti a lungo termine di carattere giornalistico. I suoi lavori sono stati esposti internazionalmente e ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Carmignac Photojournalism Award e il World  Understanding Award del Picture of the Year. Il suo lavoro è stato pubblicato dal The New York Times, The New Yorker, Time Magazine, National Geographic, Der Spiegel e collabora regolarmente con il The Wall Street Journal e Le Monde. Dal 2014 porta avanti un progetto nell’Amazzonia brasiliana documentandone le crisi sociali e ambientali in atto.

FRANCESCO ZIZOLA – CURATORE DELLA MOSTRA

Francesco Zizola, nato nel 1962 a Roma, ha fotografato negli ultimi 30 anni le crisi e i conflitti nel mondo. Un forte impegno etico e una personale cifra stilistica caratterizzano la sua produzione fotografica. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International. Nel 2003 Henri Cartier Bresson include una fotografia di Zizola tra le sue 100 preferite, una collezione che è poi diventata una mostra – Les Choix d’Henri Cartier Bresson- e un libro. Tra i volumi che ha pubblicato vi sono “Uno sguardo inadeguato” (2013), “Iraq” (2007) e “Born Somewhere” (2004) dedicato alla condizione dell’infanzia in 27 paesi del mondo. Nel 2015 ha iniziato una nuova serie chiamata Hybris, un progetto che tratta dell’arroganza dell’uomo nei confronti della natura. Ha anche realizzato un cortometraggio relativo al primo capitolo che ha vinto il premio SIAE 2018 per il “talento creativo” nell’ambito della Biennale di Venezia, Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Francesco è direttore artistico della mostra World Press Photo di Roma e Ferrara dal 2016 e curatore del progetto e mostra “Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la Collezione Roma” al Mattatoio dell’Azienda Speciale Palaexpo e direttore artistico della galleria 10b photography.

Informazioni
Titolo: “Fotografia. Nuove produzioni 2020 per la Collezione Roma”
A cura di: Francesco Zizola
Sede: Mattatoio – Piazza Orazio Giustiniani 4 – Roma
Periodo: 23 febbraio – 16 maggio 2021
Promossa da: Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, Azienda Speciale Palaexpo
Organizzata da: Azienda Speciale Palaexpo
Produzione residenze e mostra: 10b Photography
Media Partner: Rds
Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 11:00 alle 20:00
Prenotazione obbligatoria (gli orari a causa della situazione sanitaria potrebbero subire cambiamenti, si raccomanda di controllare il sito)
Biglietti: intero 8 euro; ridotto 6 euro
Informazioni e prenotazioni: www.mattatoioroma.it – tel. 06 39967500.
Social Media: Fb – Mattatoio Roma; Instagram – Mattatoio #FotografiaCollezioneRoma

Il catalogo della mostra edito da Postcart Edizioni è disponibile alla Libreria di Palazzo delle Esposizioni e alla biglietteria del Mattatoio.



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