SO FAR SO CLOSE Esercizi di vicinanza / Dal 12 Settembre 2020 al 24 Ottobre 2020 / MATERA2019 Fondazione Matera Basilicata – Matera, Montescaglioso, Venosa, San Mauro Forte, Cirigliano, Latronico, San Severino Lucano. I Messaggeri di Emma Dante, Solo Goldberg Variations. Photo e Video Courtesy of Ufficio Stampa Fondazione Matera basilicata 2019.  www.matera-basilicata2019.it

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foto Action.collective (L. Coppola, Parata delle Stagioni che Verranno. Gardentopia, Matera Capitale della Cultura 2019, Cirigliano)

Virgilio Sieni Solo Goldberg Variations Montescaglioso Rullo Stampa

Esercizi di vicinanza, di restanza, di condividere le proprie esperienze a partire da chi è più vicino. Matera dopo un anno da Capitale Europea della Cultura si riscopre oggi con un nuovo Sindaco, con idee di volontà di restare e tornare per ricostruire. L’arte e le conquiste di Matera2019 hanno continuato anche in emergenza, per poi ritirarsi momentaneamente ora per le nuove restrizioni. Non credo che la tragedia greca possa paragonarsi all’attuale pandemia, ma la rappresentazione teatrale I Messaggeri con la regia di Emma Dante alla Cava del Sole ha quantomeno discusso e affrontato il ricordare i pericoli e le paure da sempre di una vita determinata. Virgilio Sieni nel suo interpretare le diverse figure prostrate rappresentate nei tempi ha istigato quel riprendere il controllo dalla tragicommedia delle azioni e dei movimenti del nostro corpo. “I messaggeri della tragedia greca ci riguardano da vicino, assomigliano ai nostri messaggeri contemporanei, portatori di dolore e lutto” – scrive Emma Dante, regista e drammaturga siciliana capace di innestare la parola in una corporeità irruenta, poetica e a tratti sottilmente grottesca. “Se accostiamo il racconto della Protezione Civile – che per circa settanta giorni alle 18.00 in punto ha scandito con notizie tremende le nostre giornate in quarantena – a quelli dei testi di Euripide e Sofocle, troveremo molte analogie.” – Emma Dante(m.g.)

SO FAR SO CLOSE Esercizi di vicinanza / Dal 12 Settembre 2020 al 24 Ottobre 2020 / MATERA2019 Fondazione Matera Basilicata – Matera, Montescaglioso, Venosa, San Mauro Forte, Cirigliano, Latronico, San Severino Lucano. I Messaggeri di Emma Dante, Installazione di Luigi Coppola a San Mauro Forte. Photo e Videointervista Virgilio Sieni Courtesy of Ufficio Stampa Fondazione Matera basilicata 2019.  www.matera-basilicata2019.it

Intervista Virgilio Sieni Montescaglioso
63° Spoleto Festival dei 2Mondi, Spettacolo Concerto I Messaggeri regia Emma Dante
20/08/2020 63 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Romano, Spettacolo – Concerto da Euripide e Sofocle I Messaggeri regia di Emma Dante, nella foto canti e musica dei Fratelli Mancuso con Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Adriano Di Carlo, Naike Anna Silipo, Sabrina Vicari

SAN MAURO FORTE9


COMUNICATI UFFICIO STAMPA FONDAZIONE MATERA-BASILICATA 2019


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Si è concluso sabato 24 ottobre a Matera, a qualche ora dal DPCM che ha sospeso gli spettacoli pubblici in teatri, cinema e spazi all’aperto, il Festival di arti performative “So Far So Close. Esercizi di vicinanza prodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, con la collaborazione artistica di Silvia Bottiroli e Cristina Ventrucci, in partenariato con Apt Basilicata e ASM Matera e il patrocinio dei Comuni di Matera, Montescaglioso, Venosa, San Mauro Forte, Cirigliano, Latronico, San Severino Lucano.

Il Festival, aperto il 12 settembre a Matera nella Cava del Sole, luogo iconico della Capitale Europea della Cultura 2019, ha esplorato le nuove relazioni tra le persone ai tempi del distanziamento sociale, ma anche le nuove relazioni che possono costruirsi tra le aree urbane e le aree remote, definendo, in un percorso di rieducazione collettiva, nuovi rituali dello stare insieme e nuove modalità di fruizione dello spazio pubblico. Per fare questo, sono stati chiamati 7 fra artisti e compagnie (Emma Dante, Virgilio Sieni, Chiara Guidi, Annamaria Ajmone, Luigi Coppola, la compagnia MK, il duo Daria Deflorian- Antonio Tagliarini,) che hanno rinnovato le proprie domande nel momento infra-pandemico, mettendo al centro dei loro lavori il tema della prossimità, anche in termini di rapporto tra lettura della realtà e costruzione dell’immaginario, con un’attenzione al rapporto tra l’umano e il non umano, e tra il visibile e l’invisibile. 10 sono state le opere proposte, 16 le repliche, fra teatro, danza, cinema, arte pubblica e relazionale, caratterizzate dall’intervento nello spazio pubblico risignificato mediante forme di apertura capaci di includere gli spettatori non soltanto nel fruire di un lavoro finito ma, con modalità molto differenti, nella responsabilità del costruirlo. Agli spettacoli hanno preso parte circa 2000 spettatori, circa 50 sono stati invece i cittadini coinvolti nei 3 percorsi laboratoriali attivati con gli artisti a Matera. Per ospitare il programma del Festival, sono stati scelti 7 comuni (Matera, Montescaglioso, Venosa, San Mauro Forte, Latronico, San Severino Lucano, Cirigliano) collocati in diverse aree della Basilicata, dalla collina materana al Vulture fino al Parco del Pollino, utilizzando come palcoscenico per gli spettacoli, luoghi all’aperto e spesso non convenzionali, come il bosco o la galleria di un centro commerciale.  

Tutti gli appuntamenti si sono svolti nel pieno rispetto della normativa anti contagio, comunicata attraverso gli allestimenti progettati e realizzati dall’Open Design School, che in questi mesi ha condotto un lavoro di ricerca e sperimentazione sul sistema di accoglienza del pubblico per far sì che, nonostante la distanza, i partecipanti allo spettacolo potessero sentirsi pienamente coinvolti e protagonisti dello stesso, in completa sicurezza. Un obiettivo raggiunto, stando ai dati emersi dai questionari di monitoraggio somministrati al termine degli spettacoli, che sono riusciti a intercettare non solo il pubblico fidelizzato di Matera 2019, ma anche un pubblico del tutto nuovo, con un 1/5 degli spettatori arrivati dalla Puglia, in particolare da Bari, Taranto e Valle d’Itria. Per il 70,7% dei partecipanti, le misure di distanziamento fisico adottate non hanno condizionato la loro partecipazione, mentre un 90,4% si è detto soddisfatto rispetto a sicurezza e misure di prevenzione anti contagio adottate.  L’avanzamento dei lavori di Open Design School è stato condiviso con il pubblico durante 6 appuntamenti aperti, le Open review, alcune delle quali organizzate al Teatro Quaroni, nel borgo La Martella di Matera, ospitando anche gli artisti del Festival con cui è stato creato un dialogo costante per adattare gli allestimenti alla specificità dei singoli spettacoli. L’esito di questo lavoro è stato raccolto in un Manuale open source a disposizione di tutti coloro che intendono realizzare eventi dal vivo ai tempi del Covid. Il Manuale sarà scaricabile dal sito di Open Design School ods.matera-basilicata2019.it/  nelle prossime settimane.

“L’attenzione sui termini della prossimità – spiegano le curatrici Bottiroli e Ventrucci – è forse un dono che l’esperienza pandemica ci ha portato. Accadimento tragico collettivo, l’attacco del virus ha fatto di noi, uomini e donne del ventunesimo secolo, un coro greco che ritrova domande esistenziali, spesso sepolte sotto i templi del consumismo o dissolte nel solletico della comunicazione. Il primo passo che si è voluto compiere qui, con un atto furioso e folle, è il ricorso all’arte performativa come strumento privilegiato per ritrovare una misura del sentire, nello spazio tra sé e l’altro. Gli artisti della scena, e le loro incessanti ricerche, sono diventati l’orizzonte in cui rintracciare pulsioni arcaiche e istinti plurali, sono stati il corpo cui chiedere come possiamo espandere la nostra capacità di intesa”.

“Gli esercizi di vicinanza che abbiamo proposto con il Festival So Far So Close – sottolinea la manager sviluppo e relazioni della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rossella Tarantino – hanno voluto riattivare le relazioni sociali dopo la dura fase del distanziamento fisico prodotto dal lockdown, attraverso quelle discipline che sono state più duramente colpite in termini relazionali, ovvero le arti performative. Adottando in maniera puntuale le disposizioni anti contagio, abbiamo dimostrato, come tutti coloro che hanno organizzato attività culturali in questi mesi, che queste possono essere svolte in completa sicurezza. Ci ha quindi molto addolorati lo stop agli spettacoli pubblici, e questo non solo perché la cultura è qualcosa che ci serve per stare bene, ma perché essa genera una serie di impatti importanti sulla società.  Con l’esperienza di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 abbiamo potuto verificare, infatti, che l’investimento in cultura genera impatti sociali in termini di avvicinamento di chi non vi ha solitamente accesso, di benefici psico-fisici, di accrescimento del senso di comunità e di desiderio di mettersi in gioco per il proprio territorio, ma anche impatti economici rilevanti, facendo lavorare tantissimi settori collegati a quello culturale. Per questa ragione, auspichiamo che si continui nel prossimo futuro a investire in cultura, pensando a Matera e alla Basilicata non solo come un luogo di turismo, non solo come un luogo da attraversare ma in cui produrre e abitare cultura”.


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Matera 2019, al via il Festival di arti performative “So Far So Close. Esercizi di vicinanza”

Dal 12 settembre alla fine di ottobre, Matera e diversi comuni della Basilicata saranno lo scenario del Festival di arti performative “So Far So Close. Esercizi di vicinanza” prodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, con la collaborazione artistica di Silvia Bottiroli e Cristina Ventrucci, in partenariato con Apt Basilicata e ASM Matera e il patrocinio dei Comuni di Matera, Montescaglioso, Venosa, San Mauro Forte, Cirigliano, Latronico, San Severino Lucano.  

La manifestazione è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede della Fondazione Matera Basilicata 2019 cui sono intervenuti il Presidente della Fondazione, Salvatore Adduce, la Direttrice, Rossella Tarantino, il Direttore di APT Basilicata, Antonio Nicoletti, la project manager di Open Design School, Rita Orlando, Silvia Bottiroli e Cristina Ventrucci in collegamento Skype, l’Assessore al Turismo del Comune di Matera, Marianna Dimona, la dott.ssa Anna Fineo dell’Asm Matera, il rappresentate del Comitato project leader di Matera 2019, Andrea Santantonio.

Il programma “So Far So Close” propone esercizi di vicinanza per riabbracciare l’esistente attraverso le arti performative con una nuova consapevolezza rispetto alla nostra vita comune in un “pianeta infetto”, e per ritrovare la forza dell’agire collettivo. Esercizi, anche, di una rinnovata cittadinanza, dopo l’esperienza che nel 2019 ha fatto di Matera e dell’intera Basilicata un territorio privilegiato per i processi creativi condivisi e per la relazione tra arte e spazio.

Attraverso il lavoro di ricerca di Open Design School, il Festival si configura come una sperimentazione che intende realizzare eventi dal vivo ai tempi del Covid, mediante lo studio di nuove relazioni e di codifica dei comportamenti sociali, per far sì che, nonostante la distanza, i partecipanti allo spettacolo si sentano pienamente coinvolti e protagonisti dello stesso. Il titolo “So Far So Close”, emblematicamente esprime sia il lavoro che si intende fare sulle nuove relazioni tra le persone ai tempi della distanza sociale, sia le nuove relazioni che possono costruirsi tra le aree urbane e le aree remote, in un percorso di rieducazione collettiva che possa definire nuovi rituali dello stare insieme e nuove modalità di fruizione dello spazio pubblico. In questa sperimentazione, tutti gli artisti saranno chiamati a confrontarsi con il metodo dell’Open Design School che, in una logica di co-creazione che è stato fiore all’occhiello di Matera 2019, metterà insieme professionalità di discipline diverse: dagli infettivologi agli ingegneri della sicurezza, dai designer agli artigiani, dagli architetti agli abitanti culturali. Gli esiti del processo di ricerca e sperimentazione confluiranno in un Manuale open source, una sorta di cassetta degli attrezzi o vademecum a disposizione di tutti.

Gli attraversamenti visionari che compongono il programma sono guidati da artiste e artisti dell’area performativa che hanno rinnovato le proprie domande in questo momento infra-pandemico, in cui la negoziazione delle distanze tra i corpi è cruciale e richiede una particolare cura e delicatezza nel ripensare le occasioni d’incontro dal vivo. Nel loro lavoro, il tema della prossimità è centrale anche in termini di rapporto tra lettura della realtà e costruzione dell’immaginario, dove il teatro nelle sue forme e contaminazioni – dalla drammaturgia alla performance, dal rapporto col cinema e la musica alla danza, fino all’esperienza di arte pubblica e relazionale – diventa strumento per guardare le relazioni e i luoghi attraverso narrative intrecciate e con un’attenzione al rapporto tra l’umano e il non umano, e tra il visibile e l’invisibile, nella città che per vocazione ha da sempre unito queste dimensioni. Nel pensare a questi nodi, le curatrici si sono concentrate su artisti e opere che intervengono nello spazio pubblico risignificandolo o complessificandolo mediante forme di apertura capaci di includere gli spettatori non soltanto nel fruire di un lavoro finito ma, ma con modalità molto differenti, nella responsabilità del costruirlo; che sono interessati alla relazione con le diverse comunità che compongono i tessuti urbani, i territori rurali e i loro luoghi; che sviluppano un’idea di infanzia e di gioco capace di scardinare la convenzione.

A Matera Emma Dante porta in scena alla Cava del Sole uno spettacolo-concerto evocativo per sublimare il dolore che la pandemia ha portato con sé, affidandosi alla tragedia greca come forma di catarsi;  Virgilio Sieni torna con due nuovi percorsi di coinvolgimento dei cittadini fra Agna e il borgo La Martella; Chiara Guidi porta uno dei più importanti lavori di teatro infantile; il duo Deflorian/Tagliarini riprende il lavoro dell’artista olandese Lotte van den Berg in un percorso itinerante nel centro città;  le compagnie Motus ed MK si esibiscono nel Parcheggio di Via Saragat, che diventa un luogo nuovo per le visioni artistiche della città.  Il programma si allarga inoltre alle aree interne della Basilicata: Venosa, città lucana candidata al titolo di Capitale italiana della cultura per il 2022, e Montescaglioso ospitano il manifesto dell’arte coreografica di Sieni; Annamaria Ajmone si esibisce in una partitura coreografica a Latronico e San Severino Lucano, in due siti dove la natura incontra le opere contemporanee di ArtePollino; Luigi Coppola torna a Cirigliano e San Mauro Forte con due lavori di arte pubblica a stretto contatto con le comunità locali.   Completano il calendario le Open review di Open Design School a Casino Padula, momenti di approfondimento per presentare l’avanzamento del lavoro di ideazione e progettazione partecipata, e le Giornate Europee del patrimonio, che porteranno i visitatori alla scoperta del Teatro Quaroni nel borgo La Martella di Matera.

Si sta inoltre lavorando ad una collaborazione con i Project leader di Matera 2019, quelle realtà della scena creativa e culturale locale che hanno coprodotto lo scorso anno il programma della Capitale europea della cultura, e che ora si sono unite in un solido coordinamento per capitalizzare il lavoro fatto.

L’accesso a tutti gli eventi del Festival è gratuito, previa prenotazione sulla piattaforma Matera-Basilicata Events (www.materaevents.it). Durante gli eventi saranno rispettate scrupolosamente tutte le misure anti-Covid in vigore, in relazione alle quali il pubblico è invitato alla massima collaborazione.


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Matera 2019, con lo spettacolo “I messaggeri” di Emma Dante prende il via il Festival “So Far So Close”

Dal 12 settembre e fino alla fine di ottobre, Matera e diversi comuni della Basilicata saranno lo scenario del Festival di arti performative “So Far So Close. Esercizi di vicinanza” prodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con il Comune di Matera e Apt Basilicata, curato da Silvia Bottiroli e Cristina Ventrucci. Il Festival propone esercizi di vicinanza per riabbracciare l’esistente attraverso le arti performative con una nuova consapevolezza rispetto alla nostra vita comune in un “pianeta infetto”, e per ritrovare la forza dell’agire collettivo. Esercizi, anche, di una rinnovata cittadinanza, dopo l’esperienza che nel 2019 ha fatto di Matera e dell’intera Basilicata un territorio privilegiato per i processi creativi condivisi e per la relazione tra arte e spazio.

Il Festival si aprirà il 12 settembre alle 21.00 nell’ampia arena della Cava del Sole a Matera, il luogo delle cerimonie di apertura e chiusura e dei grandi concerti di Matera 2019, con “I messaggeri” per la regia di Emma Dante, fresco di debutto al festival di Spoleto. Uno spettacolo-concerto evocativo per sublimare il dolore che la pandemia ha portato con sé costellando la nostra epoca di domande nuove, ma anche evocando crepe ataviche. “I messaggeri della tragedia greca ci riguardano da vicino, assomigliano ai nostri messaggeri contemporanei, portatori di dolore e lutto” – scrive Emma Dante, regista e drammaturga siciliana capace di innestare la parola in una corporeità irruenta, poetica e a tratti sottilmente grottesca. “Se accostiamo il racconto della Protezione Civile – che per circa settanta giorni alle 18.00 in punto ha scandito con notizie tremende le nostre giornate in quarantena – a quelli dei testi di Euripide e Sofocle, troveremo molte analogie. Il messaggero arriva più o meno verso la fine della giornata in cui si svolge la storia e, rivolgendosi direttamente al pubblico, come in un telegiornale, descrive per filo e per segno il racconto dell’orrendo evento senza risparmiarci i particolari che sono punte di coltelli affilati. Porta nel suo messaggio la parte più cruenta, quella che rende la storia insopportabile al cuore e alla mente. Attraverso il processo doloroso della catarsi, cerca di impietosire la comunità per mondare il corpo e l’anima da ogni contaminazione”.  Nella grande cavità terrena di Matera, che raduna la cittadinanza sotto il cielo, ci si raccoglie intorno una compagnia unica nel suo genere, capace di riaccendere una piccola luce sui misteri dell’esistenza attraverso le parole delle Baccanti, di Medea, di Edipo e di Eracle, con le vocalità dagli echi lontani dei Fratelli Mancuso, per inaugurare un nuovo modo di stare insieme e per purificare l’atto di pensare l’arte e il teatro.


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Matera 2019, Virgilio Sieni a Venosa e Montescaglioso con “Solo Goldberg Variations” per il Festival “So Far So Close”

Il secondo appuntamento del Festival “So Far So Close. Esercizi di vicinanza” – prodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, con la collaborazione artistica di Silvia Bottiroli e Cristina Ventrucci, in partenariato con Apt Basilicata e ASM Matera e il patrocinio dei Comuni di Matera, Montescaglioso, Venosa, San Mauro Forte, Cirigliano, Latronico, San Severino Lucano –  muove verso le aree interne del territorio lucano con la presentazione di un lavoro estremamente poetico nelle piazze di Venosa e Montescaglioso, rispettivamente il 18 e 20 settembre: “Solo Goldberg Variations” di Virgilio Sieni. Si tratta del solo di danza più emblematico del percorso di questo coreografo e danzatore d’eccellenza, artista pluripremiato nella scena internazionale quanto impegnato in esperienze corali che ne tratteggiano il lavoro degli ultimi anni, nonché tra i protagonisti del programma di Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019.

“Solo Goldberg Variations”, che andrà in scena venerdì 18 settembre in Piazza Municipio a Venosa (PZ) e domenica 20 settembre in Piazza Giovanni Paolo II (presso Abbazia) a Montescaglioso (MT) alle ore 21.00, rappresenta il manifesto dell’arte coreografica di Sieni, apice delle sue ricerche sul corpo e sui linguaggi della danza e dell’arte figurativa, sempre protese a oltrepassare gli approdi formali e le codificazioni per lasciar emergere la visione profonda. Nella metrica e nell’architettura immateriale delle Variazioni Goldberg, suonate dal vivo al pianoforte da Andrea Rebaudengo, la danza fa affiorare memorie pittoriche, accennando a un articolato fluire di figure prostrate, tratte dall’arte italiana dal ‘300 al ‘600, mai citate direttamente, piuttosto affettuosamente evocate in un atto intimo che chiede condivisione.

«Penso che le Variazioni Goldberg non siano un invito alla danza, ma un atto di riflessione e introspezione dove niente appare se non un corpo “spellato” – spiega Virgilio Sieni -. Ecco che questo lavoro mi appare come un manifesto, qualcosa di più di un vocabolario di percorso, un atto sulle debolezze, le imperfezioni, lo sforzo, le pieghe e le polveri, qualcosa che vuol trapassare il corpo per donarsi alla figura, qualcosa che rende il corpo pagliaccio tragicomico dell’oggi».


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