OPINIONE E CRTICA – Politica Internazionale – HOME BEIRUT 2017-2018 Maxxi Mostre. Ali Cherri Petrified, 2016 Video installation Courtesy the Artist and Galerie Imane Farès. Courtesy of MAXXI. Roma, 26 Dicembre 2017 Immagini Home Beirut ©Giornalista Indipendente. Comunicati Stampa AOI Cooperazione e Solidarieta Internazionale Courtesy of Ufficio Stampa AOI. Comunicati Stampa “Fortezza Libano” di Fausta Speranza Courtesy of Ufficio Stampa Infinito Edizioni.

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Il 7 agosto la sentenza del Tribunale speciale per il Libano (TSL), con sede a L’Aja, sull’assassinio dell’ex primo ministro Rafiq Hariri avvenuto nel 2005. L’esplosione nelle vicinananze del porto di Beirut del 4 Agosto è il classico avvertimento di una strategia della tensione e dei conflitti permanenti che è in realtà il vero governo nel mondo nel bene e nel male. Maroniti, greci uniti, cristiani separati, poi musulmani sunniti e sciiti, drusi, ebrei,  Hezbollah, Iran, Stati Uniti, Impero Ottomano, Francia, Gran Bretagna, Onu, Siria. Elementi che hanno reso il Libano uno degli stati più piccoli del pianeta ingovernabile senza guerre civili o conflitti con i paesi confinanti, scalate economiche e  interessi geopolotici strategici. Una situazione ai limiti del default sociale e politico dopo che nel 2018 il Libano denominata la Svizzera del Medioriente in piena crisi economica occidentale acquisiva profitti su profitti attraverso Riad Salameh denominato per tre anni consecutivi miglior governatore al mondo delle banche centrali. Lo scorso 9 Marzo il governo libanese ha annunciato di non poter pagare l’Eurobond da 1,2 miliardi di dollari in scadenza, la situazione di assoluta emergenza di oltre un milione di profughi siriani, elementi che portano alle migliaia di vittime collaterali avvenute e che continueranno. (m.g.) 

OPINIONE E CRTICA – Politica Internazionale – HOME BEIRUT 2017-2018 Maxxi Mostre. Roma, 26 Dicembre 2017 Immagini Home Beirut ©Giornalista Indipendente. Comunicati Stampa AOI Cooperazione Solidarieta Internazionale Courtesy of Ufficio Stampa AOI. Comunicati Stampa “Fortezza Libano” di Fausta Speranza Courtesy of Ufficio Stampa Infinito Edizioni.

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COMUNICATO STAMPA AOI Cooperazione e Solidarietà Internazionale


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Strage a Beirut: l’Italia attivi subito i programmi di emergenza umanitaria

Aoi esprime la propria vicinanza alla popolazione libanese, in particolare alle cittadine e ai cittadini di Beirut, per l’immensa tragedia dell’esplosione al porto: più di 80 vittime accertate, senza contare i dispersi sotto le macerie, ormai più di 4000 feriti con numerosi casi gravissimi, edifici distrutti o fortemente danneggiati, ospedali non più in grado di accogliere persone.

Le tante organizzazioni di solidarietà e cooperazione internazionale socie di AOI presenti in Libano stanno supportando le organizzazioni partner in questa emergenza umanitaria: ponti telefonici, sostegno a chi è senza un tetto da ieri pomeriggio, raccolta del sangue. Questa tragedia si inserisce in un’emergenza sanitaria per il Covid-19 che non si arresta e che si è sviluppata in un periodo di default economico e di crisi politica. Beirut e il Libano hanno urgente bisogno di sostegno e di aiuti straordinari da parte della comunità internazionale tutta.

Il Paese dall’inizio della crisi siriana ha accolto un numero altissimo di profughi da quelle aree e non ha certamente infrastrutture pubbliche in grado di affrontare con serenità emergenze sanitarie, ma anche sociali, che invece è chiamato da tempo a gestire.

L’Italia si è impegnata anche recentemente nei consessi dei donatori internazionali a investire fondi dell’APS in programmi di emergenza umanitaria e cooperazione allo sviluppo per sostenere popoli e Paesi colpiti dai conflitti in area mediorientale.
Attendiamo fiduciosi una pronta risposta attraverso una programmazione certa con iniziative efficaci entro l’estate da parte del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale che veda il Libano tra gli obiettivi prioritari: servono interventi di protezione sociale, oltre che sanitaria, certezze nel sostegno all’educazione per tutti, azioni per rafforzare il funzionamento sia dei servizi alla popolazione a livello di politiche nazionali e decentrate, che della gestione istituzionale democratica del governo.

Le istanze democratiche libanesi da sempre guardano all’Italia come ad un alleato strategico per raggiungere obiettivi importanti nella stabilizzazione dell’area regionale. Non dobbiamo più attendere, occorre rilanciare l’impegno dell’APS italiano nella direzione della Pace nello Sviluppo: partiamo da qui.

AOI chiede che da subito i programmi di emergenza umanitaria della DGCS rivolti al Libano e previsti in programmazione per il 2019 vengano da subito attivati, colmando un colpevole ritardo, attraverso le call dell’AICS e auspica una missione del Ministro degli Esteri Di Maio nel Paese dei Cedri per riaffermare e rilanciare un piano di aiuti efficace e strategico.


COMUNICATI STAMPA INFINITO EDIZIONI / FORTEZZA LIBANO di FAUSTA SPERANZA


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È attesa per il 7 agosto la sentenza del Tribunale speciale per il Libano (TSL), con sede a L’Aja, sull’assassinio dell’ex primo ministro Rafiq Hariri avvenuto nel 2005. Per il Paese dei cedri si tratta di un momento di drammatica crisi economica interna e di esasperazione dell’islamismo politico nell’area, come spiega Fortezza Libano, libro della giornalista Fausta Speranza che illustra le dinamiche interne al Paese e quelle delle ingerenze straniere, con tante voci raccolte sul territorio.

In questo momento in Libano – sostiene l’autrice – il governo di Hassan Diab, eletto a inizio anno, appare in difficoltà di fronte alla destabilizzante perdita dell’80 per cento del valore della lira libanese e c’è chi ipotizza un ritorno dell’Hariri che si è dovuto dimettere lo scorso ottobre sotto la pressione delle proteste di piazza dovute al carovita e alla corruzione. Si tratta di Saad Hariri, figlio proprio di Rafiq che resta, nel sentire di tutti nel Paese, il primo ministro che è stato in grado di assicurare stabilità al Paese dei cedri. Ma per il figlio non c’è la stessa considerazione.

Nel corso del processo, gli inquirenti hanno dichiarato che Hariri fu ucciso in quanto percepito come “seria minaccia” al controllo siriano sul Libano (le truppe di Damasco si ritirarono dal Paese dei cedri dopo un paio di mesi dall’assassinio dell’ex primo ministro) e “quinta colonna dell’Occidente“.

Il verdetto verrà reso noto con una sessione virtuale trasmessa dai Paesi Bassi, dove ha sede il tribunale. Quest’ultimo ha annunciato a maggio il rinvio della sentenza sul caso dell’uccisione nel 2005 dell’ex primo ministro Rafiq Hariri e di altre 21 persone in un attacco a Beirut. Il 5 marzo, il tribunale aveva annunciato che il verdetto sarebbe stato reso noto a metà maggio. La corte, sotto l’egida delle Nazioni Unite, ha processato in contumacia vari affiliati del movimento sciita Hezbollah, che ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella morte di Hariri. Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, si è rifiutato di consegnare i sospettati e ha messo in guardia la corte dal “giocare con il fuoco”, mentre il presidente siriano Bashar al Assad ha dichiarato che il tribunale è solo uno strumento per “fare pressione su Hezbollah”.


Per la seconda volta è il comando italiano a guidare la missione di pace dell’Onu in Libano. La Brigata Sassari ai primi di agosto assumerà il comando del contingente italiano e del settore ovest di Unifil, l’interforze delle Nazioni Unite posizionato nel Libano del sud per garantire il rispetto della risoluzione 1701 emanata l’11 agosto 2006 da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La prima volta, nel 1982, ha coinciso con la prima missione di peacekeeping dell’Italia all’estero. Il ruolo delle forze di pace e il contesto della gravissima crisi economica del Paese dei cedri sono analizzati nel libro Fortezza Libano della giornalista Fausta Speranza.

Cuore del volume è la disamina delle dinamiche interne e delle ingerenze straniere. Emergono storia e peculiarità di un territorio che è specchio delle contraddizioni arabe, riflesso della penetrazione europea nel Vicino Oriente e soprattutto cartina tornasole di contrasti che investono Oriente e Occidente. Inoltre, il Paese dei cedri viene raccontato nel suo spessore culturale che va dagli influssi di fenici, bizantini, arabi fino alla modernità, con tantissimi riferimenti letterari e con una lettera inedita di Guttuso al suo amico pittore libanese Fedhan Omar.

Ricordiamo come i Sassarini saranno dislocati per sei mesi in Medio Oriente e monitoreranno lo stop alle ostilità tra Israele e Libano, aiuteranno il governo libanese a garantire la sicurezza dei suoi confini, assisteranno la popolazione civile e sosterranno le forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area. A comandare l’operazione, ribattezzata “Leonte”, sarà il generale Andrea Di Stasio, comandante della Brigata Sassari, a capo di 3.800 caschi blu di 16 nazionalità. Del contingente fanno parte mille militari italiani, tra i quali 450 Sassarini.


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Cover Courtesy of Ufficio Stampa Infinito Edizioni – www.infinitoedizioni.it


La situazione in Libano, Paese afflitto dalla peggiore crisi economica della sua storia, “sta rapidamente sfuggendo al controllo”. Ad affermarlo è l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet. Alcuni dei libanesi più vulnerabili “rischiano la fame a causa di questa crisi”, ha dichiarato in una nota, aggiungendo: “Dobbiamo agire immediatamente prima che sia troppo tardi”.

Bachelet ha fatto appello al governo e ai partiti affinché attuino “riforme urgenti” e soddisfino “i bisogni fondamentali della popolazione come cibo, elettricità, salute e istruzione”. Il Libano sta vivendo la peggiore crisi economica della sua storia, aggravata dalla pandemia e da un delicato contesto politico, connotato tra le altre cose dalle tensioni tra i filo-iraniani Hezbollah e gli Stati Uniti. Negli ultimi mesi, decine di migliaia di libanesi sono stati licenziati o hanno subìto tagli ai salari. La valuta nazionale è in caduta libera, così come il potere d’acquisto. I risparmiatori non hanno libero accesso ai loro soldi, le banche hanno imposto restrizioni draconiane ai prelievi e ai trasferimenti all’estero. Gli stessi leader libanesi sono accusati di trarre profitto da un sistema corrotto. Tra i più vulnerabili ci sono circa 1,7 milioni di rifugiati, per lo più siriani, e 250.000 lavoratori migranti, che hanno perso il lavoro e sono senzatetto, ha affermato Bachelet. “È importante in questi tempi difficili rivalutare il modo in cui trattiamo i migranti”, ha affermato, “bisogna proteggere tutti, indipendentemente dalla loro origine o status”.


Il libro
Titolo: Fortezza Libano
Autrice: Fausta Speranza
€ 14,00 – pag. 192

 

L’Autrice
Fausta Speranza
è giornalista inviata dei media vaticani, al Radiogiornale internazionale di Radio Vaticana dal 1992 e nella redazione esteri de L’Osservatore Romano dal 2016 (prima donna a occuparsi di politica internazionale nel quotidiano della Santa Sede). Collabora o ha collaborato con Famiglia cristiana, LimesRadioRai, il Corriere della Sera – in Prima pagina – e Il Riformista. Vincitrice di molti premi (nelle sezioni Radio, Tv e Libri), è coautrice di diversi volumi, tra cui Al mio paese. Sette vizi. Una sola Italia (2012), Europa, il futuro di una tradizione (2019) e testi dedicati ai temi della comunicazione. Ha pubblicato Messico in bilico (Infinito edizioni, 2018), con cui ha vinto il Premio Giustolisi al Giornalismo d’inchiesta 2018.

 


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