MACRO Museo per l’Immaginazione Preventiva EDITORIALE 17 Luglio – 27 Settembre 2020 – Gratuito. Roma, Via Nizza. Photo Courtesy of Ufficio Stampa MACRO. Veduta della mostra Museo per l’Immaginazione Preventiva — EDITORIALE, MACRO, 2020. Giovanna Silva, Catabasi, 2020. Audio: Lory D, The Sounds of Rome, 1991. VIPRA, See how VIPRA is using music to hijack pop culture, 2020. Courtesy MACRO — Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Ph. Roberto Apa. https://www.museomacro.it

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Come un timone di un giornale di una vecchia redazione, un’anteprima dell’idea di Museo per l’Immaginazione Preventiva del Macro e del suo neo direttore artistico Luca Lo Pinto.  Un’idea che dalla sua origine marxista e rivoluzionaria degli anni 70′ mantiene la caratteristica di rivoluzione intesa come cambiamento lo stesso che i musei cercano e sperimentano. Gratuità, ogni arte unita, rimescolata come un frullatore tra pop art, musica, cinema e letteratura. L’Editoriale che ha inaugurato e riaperto il Macro il 17 Luglio nei nomi anticipa e prevede che nessuno dovrebbe essere escluso in un nuovo mondo artistico e culturale. (m.g.)  

MACRO Museo per l’Immaginazione Preventiva EDITORIALE 17 Luglio – 27 Settembre 2020 – Gratuito. Roma, Via Nizza. Photo Courtesy of Ufficio Stampa MACRO. Veduta della mostra Museo per l’Immaginazione Preventiva — EDITORIALE, MACRO, 2020. In primo piano: Andreas Angelidakis, DEMOS Gold Bar, 2018. Sullo sfondo: Nora Turato, the world is like a cactus, its impossible to sit down, 2019. A destra: Nicole Wermers, The Long Hello, 2018. Da sinistra: Bozza per un appello agli artisti scritta a mano da Seth Siegelaub, 1970;  i ready made appartengono a tutti ®, Pubblicità, pubblicità, 1988. Eduardo Williams con Mariano Blatt, Parsi, 2018. Courtesy MACRO — Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Ph. Roberto Apa. https://www.museomacro.it.

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COMUNICATO STAMPA UFFICIO STAMPA MACRO / BIO ARTISTI


Museo per l’Immaginazione Preventiva — EDITORIALE 17 luglio — 27 settembre 2020



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Photo Courtesy of Ufficio Stampa MACRO.


Xavier Aballí, Andreas Angelidakis, Archivio Storico Birra Peroni, Archivio Marcello Salustri, Pierre Bismuth, Henry Bond, Corita Kent, Gino De Dominicis, Trisha Donnelly, Melvin Edwards, Morgan Fisher, Philipp Fleischmann, Liam Gillick/Henry Bond, Marcia Hafif, i ready made appartengono a tutti ®, Ann Veronica Janssens, Lory D, Marcello Maloberti, Cecilia Mangini, Franco Mazzucchelli, Luigi Nono, Gastone Novelli, Joanna Piotrowska, Emilio Prini, Puppies Puppies, Sarah Rapson, Roberto Rossellini, Seth Siegelaub, Giovanna Silva, Lewis Stein, Nora Turato, Ufficio per la Immaginazione Preventiva, VIPRA, Luca Vitone, Nicole Wermers, Eduardo Williams & Mariano Blatt.



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Photo Courtesy of Ufficio Stampa MACRO


Roma, 16 luglio 2020

 

Il MACRO riapre al pubblico con Museo per l’Immaginazione Preventiva

 

— EDITORIALE, una mostra che segna la ripresa delle attività del museo nel corso di questa estate e l’avvio del programma espositivo triennale del nuovo direttore artistico Luca Lo Pinto.

 

Ad esserne protagonista, insieme alla molteplicità di autori e testimonianze che la compongono, è il museo stesso: si tratta infatti di una mostra-manifesto che introduce il progetto del Museo per l’Immaginazione Preventiva, che si svilupperà fino alla fine del 2022. La mostra sottende però anche una riflessione più ampia sull’identità, fisica e concettuale, dell’istituzione museale contemporanea, invitando il visitatore a lasciarsi guidare dagli interrogativi e dalle visioni degli artisti.

 

 

Lungo il percorso si incontrano autori apparentemente lontani per generazione, provenienza e linguaggi, tra cui trovano spazio anche figure dimenticate o irregolari, che sfuggono a precise categorie, e le cui voci risuonano insieme per stimolare un esperimento di ridefinizione del concetto di museo, delle sue caratteristiche e delle sue convenzioni.

 

La mostra si dilata — per la prima volta nella storia del MACRO — in tutta la superficie del museo con cinquantacinque opere, molte delle quali create per l’occasione o mai esposte prima, occupando 10.000 metri quadri, compresi gli spazi normalmente non destinati all’esposizione.

 

Porta così a immergersi in una modalità di visita inedita, in una dimensione di riscoperta e di riappropriazione che necessariamente si intreccia anche con le trasformazioni che l’emergenza sanitaria ha imposto alla nostra esperienza delle opere e degli ambienti di un museo.

 

Si espande in una dimensione diacronica e multidisciplinare per evocare con diversi gradi di intensità la storia del MACRO e i contenuti di un nuovo capitolo della sua vita, connettendolo con nuove prospettive…

Disvela un panorama stratificato dell’architettura del museo, dei suoi depositi, della sua memoria, così come della città che lo ospita.

Mette sullo stesso piano ambiti diversi quali il cinema, la musica, la poesia, illuminando, tra i loro scarti e interstizi, un sistema di connessioni inaspettate.

Ad amplificare ulteriormente questa polifonia di voci saranno una serie di scrittori, chiamati a tradurre la loro visita alla mostra in narrazione e a immaginare ulteriori dialoghi con essa. Questi racconti saranno raccolti in un libro privo di immagini dove la mostra sarà restituita esclusivamente tramite i testi di — tra gli altri — Ivan Carozzi, Valerio Magrelli, Francesco Pacifico, Tommaso Pincio, Veronica Raimo, Igiaba Scego, Elena Stancanelli, Nadia Terranova, Chiara Valerio.

 

In questo gioco di rimandi prende forma l’editoriale di Museo per l’Immaginazione Preventiva. Come avviene quando si introducono i contenuti di una rivista a chi vorrà poi sfogliare quelle pagine, le opere esposte sono chiamate ad anticipare temi e protagonisti e a suggerire direzioni e linguaggi che saranno poi “messi in pagina”, in questo caso da un magazine vivente che si articolerà fino alla fine del 2022. L’architettura del MACRO diventerà infatti la griglia di un’impaginazione aperta a contenuti eterogenei per offrire ai visitatori non solo mostre ma rubriche e formati da sfogliare in modo fluido. Questo dispositivo di produzione di conoscenza in continuo aggiornamento si fonda sull’idea di un luogo gratuito in cui poter tornare più volte seguendo propri percorsi di lettura, scanditi non necessariamente da eventi e inaugurazioni, come un’unica grande mostra.

 

Se di solito a un’editoriale si accompagna anche la presentazione di una nuova identità, il museo — dopo una serie di lavori di ripristino i cui tempi si sono necessariamente prolungati a causa della quarantena — si presenta in questa occasione con la sua nuova immagine, già introdotta tramite i canali digitali e la campagna di comunicazione della mostra. Questa fa parte di una visione complessiva progettata dal designer Marco Campardo, che prevede anche due serie di arredi concepiti ad hoc: Memory Foam, una famiglia di imbottiti ispirata al lavoro dell’artista Sante Monachesi, realizzato in collaborazione con l’azienda olandese CooLoo, e Butter Stool, una collezione di sgabelli frutto di un workshop in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma.

 

Il design delle divise dello staff è affidato a Fabio Quaranta, che ha ideato anche una linea di t-shirt in edizione limitata per il merchandising: partendo dall’eredità dello sportswear sostituisce al classico “coccodrillo” ricamato l’immagine del polpo, l’avatar del museo, disegnato dall’artista Nicola Pecoraro.


EDITORIALE 17 luglio — 27 settembre 2020

 

Xavier Aballí, Andreas Angelidakis, Archivio Storico Birra Peroni, Archivio Marcello Salustri, Pierre Bismuth, Henry Bond, Corita Kent, Gino De Dominicis, Trisha Donnelly, Melvin Edwards, Morgan Fisher, Philipp Fleischmann, Liam Gillick/Henry Bond, Marcia Hafif, i ready made appartengono a tutti ®, Ann Veronica Janssens, Lory D, Marcello Maloberti, Cecilia Mangini, Franco Mazzucchelli, Luigi Nono, Gastone Novelli, Joanna Piotrowska, Emilio Prini, Puppies Puppies, Sarah Rapson, Roberto Rossellini, Seth Siegelaub, Giovanna Silva, Lewis Stein, Nora Turato, Ufficio per la Immaginazione Preventiva, VIPRA, Luca Vitone, Nicole Wermers, Eduardo Williams & Mariano Blatt.

 

A cura di Luca Lo Pinto

 

Promossa da

 

Roma Capitale — Assessorato alla Crescita culturale, Azienda Speciale Palaexpo

 

Con il sostegno di

 

Forum Austriaco di Cultura Roma

 

Si ringrazia

 

Cineteca di Bologna

 

Accademia di Francia a Roma — Villa Medici

 

La mostra fa parte di Romarama, il nuovo programma culturale di Roma Capitale.

 

con il team del museo https://www.museomacro.it/it/visita/visite-guidate/

 

Contatti

 

T + 39 06 696271

 

info@museomacro.it

 

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Twitter: @MacroMuseo

 

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Spotify: MACRO Museum


MACRO — Museo d’Arte Contemporanea di Roma

 

Via Nizza 138

 

00198 Roma

 

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria:

 

https://www.museomacro.it/it/prenotazione/

 

17 luglio 2020

 

Apertura straordinaria dalle 12 alle 24

 

18 luglio — 27 settembre 2020

 

Martedì — giovedì: 11 — 20

 

Venerdì — sabato: 11 — 22

 

Domenica: 11 — 20

 

Chiuso il lunedì


XAVIER ABALLÍ, ANDREAS ANGELIDAKIS, ARCHIVIO STORICO BIRRA PERONI, ARCHIVIO MARCELLO SALUSTRI, PIERRE BISMUTH, HENRY BOND, CORITA KENT, GINO DE DOMINICIS, TRISHA DONNELLY, MELVIN EDWARDS, MORGAN FISHER, PHILIPP FLEISCHMANN, LIAM GILLICK/HENRY BOND, MARCIA HAFIF, I READY MADE APPARTENGONO A TUTTI®, ANN VERONICA JANSSENS, LORY D, MARCELLO MALOBERTI, CECILIA MANGINI, FRANCO MAZZUCCHELLI, LUIGI NONO, GASTONE NOVELLI, JOANNA PIOTROWSKA, EMILIO PRINI, PUPPIES PUPPIES, SARAH RAPSON, ROBERTO ROSSELLINI, SETH SIEGELAUB, GIOVANNA SILVA, LEWIS STEIN, NORA TURATO, UFFICIO PER LA IMMAGINAZIONE PREVENTIVA, VIPRA, LUCA VITONE, NICOLE WERMERS, EDUARDO WILLIAMS & MARIANO BLATT


 

Photo Courtesy of Ufficio Stampa MACRO.


Xavier Aballí

 

Le opere di Xavier Aballí si ispirano a quelle di altri artisti, di cui riproduce o continua alcune serie di lavori. La matrice concettuale delle sue operazioni trova una controparte intima e affettiva nel carattere dedicatorio dei lavori, che si connette a questioni come lo scorrere del tempo e alla memoria personale, tanto dell’artista quanto del destinatario dell’opera.

 

Andreas Angelidakis (Atene, 1968)

 

Andreas Angelidakis si definisce “un architetto che non costruisce”. Il suo lavoro indaga i confini tra reale e virtuale, all’intersezione tra architettura e cultura digitale. Angelidakis accompagna la sua pratica artistica con la curatela, la progettazione di design espositivi, l’insegnamento e la scrittura.

 

Archivio Storico Birra Peroni

 

L’Archivio Storico Birra Peroni raccoglie la documentazione fotografica e cartacea delle fasi più significative dello sviluppo dell’impresa, dalla fine dell’Ottocento ad oggi.

 

Archivio Marcello Salustri

 

Marcello Salustri è stato fotoreporter dello storico quotidiano romano “Paese Sera”, attivo tra gli anni ’50 e ’60. Il suo archivio comprende oltre 70.000 negativi ed è oggi proprietà del museo del louvre di Giuseppe Casetti.

 

Pierre Bismuth (Neuilly-sur-Seine, 1963)

 

Pierre Bismuth è un artista e regista francese la cui pratica si situa nella tradizione dell’arte concettuale e dell’appropriazionismo. Ironiche e dissacranti, le sue opere indagano i modi in cui la cultura viene oggi consumata e prodotta.

 

Henry Bond (Londra, 1966)

 

Henry Bond è uno scrittore, fotografo e artista inglese la cui ricerca, tanto teorica quanto fotografica, è dedicata a una lettura psicanalitica dei codici di consumo, della moda e della cultura giovanile. Formatosi al Goldsmiths College of Arts di Londra, è considerato un anticipatore degli Young British Artists.

 

Corita Kent (Fort Dodge, 1918 — Boston, 1986)

 

Anche conosciuta come Sister Mary Corita, Corita Kent è stata un’artista, attivista ed educatrice attiva in California tra gli anni ‘50 e ‘80. Artista eccentrica della Pop Art americana, con il suo lavoro ha affrontato questioni sociali, politiche e religiose.

 

Gino De Dominicis (Ancona, 1947 — Roma, 1998)

 

Figura complessa ed eccentrica dell’arte italiana del Novecento, Gino De Dominicis ha dedicato tutta la sua vita al problema della morte e del superamento dell’entropia. Le sue opere sono concepite come dei tentativi di arrestare l’irreversibilità del tempo e di raggiungere l’eternità del corpo e della materia tramite la creazione artistica.

 

Trisha Donnelly (San Francisco, 1974)

 

Trisha Donnelly è un’artista americana conosciuta per le sue opere enigmatiche ed evocative che si situano nella tradizione dell’arte concettuale e della critica istituzionale. Limitando la produzione di fotografie, comunicati stampa e cataloghi sulle sue opere, l’artista elude sistematicamente i codici comunicativi della mostra.

 

Melvin Edwards (Houston, 1937)

 

Figura di spicco dell’arte afro-americana, Melvin Edwards inizia la sua carriera di scultore nei primi anni Sessanta. Il suo lavoro affronta questioni legate alla diaspora africana e alle lotte anticoloniali infondendo il linguaggio minimalista di contenuti sociali e politici legati al razzismo, alla violenza e ad altre forme di ingiustizia sociale.

 

Morgan Fisher (Washingston D.C., 1942)

 

Cineasta, artista visivo, teorico e docente universitario, Morgan Fisher

 

  • una delle figure più influenti dell’avanguardia cinematografica della sua generazione. Di matrice strutturalista, le sue opere indagano sistematicamente il loro stesso medium, nella sua materialità e nei suoi aspetti procedurali.

 

Philipp Fleischmann (Hollabrunn, 1985)

 

Philipp Fleischmann è un artista e regista austriaco il cui lavoro riguarda le architetture e i meccanismi istituzionali. Pensate come installazioni site-specific, le sue opere sono particolari macchine ottiche analogiche che assumono insolite qualità scultoree dal rapporto tra la pellicola e l’ambiente oggetto delle riprese.

 

Liam Gillick (Aylesbury, 1964)

 

Liam Gillick si occupa dell’esplorazione di costrutti sociali, politici e ideologici sottesi alla cultura e alle istituzioni contemporanee, attraverso una pratica artistica che sconfina nella scrittura, nella ricerca e nell’organizzazione di mostre ed eventi di differente natura. La grande varietà di temi della sua ricerca trova una comunanza nell’attenzione rivolta allo spazio e allo spettatore, come agenti attivi nella produzione di significato.

 

Marcia Hafif (Pomona, 1929 — Laguna Beach, 2018)

 

Marcia Hafif è stata un’artista e pittrice americana. Conosciuta principalmente per i suoi studi formali sul colore, ha sperimentato con l’installazione, la performance e la scrittura biografica.

 

i ready made appartengono a tutti® (1987—1993)

 

i ready made appartengono a tutti® è stato un progetto, in forma di agenzia fittizia, dell’artista francese Philippe Thomas (Nizza, 1951 — Parigi, 1995). Tramite una serie di progetti e operazioni pubblicitarie, l’impresa offriva ai collezionisti la possibilità di diventare artisti attraverso l’acquisto di opere delle quali sarebbero diventati totalmente autori e firmatari.

 

Ann Veronica Janssens (Folkestone, 1956)

 

 

Ann Veronica Janssens è un’artista inglese il cui lavoro è incentrato sull’esperienza sensoriale della realtà. Attraverso un approccio sperimentale e l’impiego di materiali semplici o effimeri, le sue opere coinvolgono lo spettatore in esperienze elusive e fugaci che sfidano i limiti della coscienza.

 

Lory D (Roma, 1969)

 

Protagonista della prima stagione dei rave a Roma, Lory D è uno dei dj e musicisti più influenti della techno italiana e internazionale.

 

Marcello Maloberti (Codogno, 1966)

 

Marcello Maloberti è un artista italiano il cui lavoro trae ispirazione dall’esperienza della realtà urbana e dal confronto con la storia dell’arte. Fulminanti e visionarie, le sue opere attraversano una pluralità di mezzi e linguaggi espressivi, trovando una comunanza in una dimensione performativa, tanto verbale quando visiva.

 

Cecilia Mangini (Mola di Bari, 1927)

 

Fotografa, saggista, sceneggiatrice, organizzatrice culturale, Cecilia Mangini è soprattutto la prima regista donna in Italia. Sfidando censure e conformismi, dal 1958 dedica la sua vita al cinema documentario assunto come poetica civile militante.

 

Franco Mazzucchelli (Milano, 1939)

 

Pioniere nell’uso di materiali sintetici, dall’inizio degli anni Sessanta, Mazzucchelli lavora nello spazio pubblico creando grandi installazioni ambientali e oggetti gonfiabili che acquisiscono ruoli sociali inaspettati dall’interazione col pubblico. La sua produzione spazia dall’arte destinata ad essere abbandonata (Art to Abandon) alle tele gonfiabili conosciute come Bieca Decorazione.

 

Luigi Nono (Venezia, 1924—1990)

 

Compositore, scrittore e attivista italiano, Luigi Nono è considerato uno dei maggiori rappresentanti dell’avanguardia musicale europea. Refrattario a qualsiasi forma di ascolto e produzione accademica, Nono ha sperimentato per tutta la vita nella direzione di una musica assunta come poetica civile che va di pari passo con i grandi movimenti politici e sociali del proprio tempo.

 

Gastone Novelli (Vienna, 1925 — Milano, 1968)

 

Gastone Novelli è stato un artista, scrittore, editore e partigiano italiano. Riconducibile alla corrente dell’informale, è conosciuto soprattutto per le sue sperimentazioni pittoriche sul segno e la scrittura.

 

Joanna Piotrowska (Varsavia, 1985)

 

Artista e fotografa polacca di base a Londra, Joanna Piotrowska si rifà alle tecniche della psicoterapia sistemica tedesca. Le sue fotografie mettono in scena tensioni e traumi psicofisici vissuti all’interno di ambienti domestici e nelle relazioni interpersonali familiari, per connetterli a trasformazioni e sistemi socioculturali più ampi.

 

Emilio Prini (Stresa, 1943 — Roma, 2016)

 

Emilio Prini è stato uno dei protagonisti dell’arte povera. Figura complessa e sfuggente, Prini ha conferito alla corrente poverista una chiave concettuale, affrontando temi come la negazione e l’annullamento dell’opera, il rapporto spaziale “vuoto-pieno”, la standardizzazione dell’oggetto e della misura e la contrapposizione tra visibile e invisibile.

 

Puppies Puppies (Dallas, 1989)

 

Puppies Puppies è lo pseudonimo di Jade Kuriki Olivo, artista transgender di origini americane. Fortemente autobiografico, il suo lavoro si caratterizza per l’uso di oggetti quotidiani e figure della cultura popolare, attraverso i quali l’artista riflette su questioni esistenziali come le relazioni di potere, gli stati d’animo, l’amore e la mortalità.

 

Sarah Rapson (Londra, 1959)

 

Sarah Rapson è un’artista concettuale inglese. Caratterizzato da una certa attitudine esistenziale, il suo lavoro è stato da molti definito “concettualismo romantico”.

 

Roberto Rossellini (Roma, 1906—1977)

 

Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, Roberto Rossellini è considerato uno dei padri del neorealismo italiano.

 

Seth Siegelaub (New York, 1941 — Basilea, 2013)

 

Curatore, gallerista, editore e ricercatore, Seth Siegelaub è stato una delle figure seminali dell’arte del Novecento. Con il suo lavoro ha gettato le basi per l’affermazione dell’arte concettuale e per l’emergere della figura del curatore indipendente.

 

Giovanna Silva (Milano, 1982)

 

Giovanna Silva è fotografa e fondatrice della casa editrice Humboldt Books.

 

Si interessa di architettura, editoria e di narrazioni ed esperienze di viaggio.

 

Lewis Stein (New York, 1975)

 

Lewis Stein è un artista americano di matrice concettuale. Frustrandoe disturbando lo spettatore, le sue opere mirano a rendere evidenti i sistemi di aspettative, regolamentazione e controllo messi in atto da semplici oggetti d’uso comune.

 

Nora Turato (Zagabria, 1991)

 

Nora Turato è un’artista performativa il cui lavoro sconfina nell’installazione e nella musica sperimentale. Le sue opere testano stereotipi, luoghi comuni e narrazioni liminali della cultura contemporanea, attraverso l’esplorazione del linguaggio verbale.


Ufficio per la Immaginazione Preventiva

L’Ufficio per la Immaginazione Preventiva è stata un’organizzazione artistica fondata su una concezione dell’arte di matrice militante e marxista. Istituita nel 1973 da Carlo Maurizio Benveduti, Tullio Catalano e Franco Falasca, l’agenzia ha messo al centro delle sue ricerche e iniziative l’immaginazione, intesa come motore propulsivo per cambiamenti socio-politici radicali. Coinvolgendo nel tempo altre “filiali”, rappresentate da altri artisti-operatori, l’Ufficio ha promosso dimostrazioni e interventi nello spazio pubblico. Tra questi: S.p.A. (1972—1975), N.d.R. (1974—1979) e le riviste “Imprinting” (1975—1979) e “Aut.Trib.17139” (1978—1983).

 

VIPRA (Valerio Mannucci, Roma, 1979; Federico Proietti, Roma, 1987) Attivo dal 2013 attraverso dj set, live, produzioni musicali e altre collaborazioni artistiche, VIPRA è un duo romano composto dall’artista visivo Federico Proietti e dal co-fondatore di NERO Magazine Valerio Mannucci.

 

Luca Vitone (Genova, 1964)

 

Luca Vitone è un artista italiano il cui lavoro è incentrato sull’idea di luogo come deposito di memorie personali e collettive. Attraverso una pratica transdisciplinare che comprende installazioni, monocromi, film e libri, Vitone guarda alla produzione materiale attraverso cui piccole e grandi comunità si esprimono.

 

Nicole Wermers (Emsdetten, 1971)

 

Artista tedesca di base a Londra, Nicole Wermers è interessata alle implicazioni sociali, economiche e psicologiche sottese al design e all’organizzazione degli spazi urbani contemporanei, osservati nei loro aspetti formali.

 

Eduardo Williams (Buenos Aires, 1987)

 

Eduardo Williams è un artista e regista i cui film esplorano modalità fluide di osservazione. Prive di una drammaturgia predefinita, le sue opere celebrano l’incertezza e l’incontro tra culture e contesti differenti, tanto fisici quanto virtuali.

 

Mariano Blatt (Buenos Aires, 1983)

 

Mariano Blatt è un poeta, editore letterario e co-direttore della casa editrice indipendente Blatt & Ríos. Ha curato le antologie Vagon Fumador (2000) e El amor y otros cuentos (2011). Suoi testi e poesie sono apparsi in numerose riviste e fanzine. Tra le sue pubblicazioni si segnalano Incredible (2007), El Pibe de Oro (2009), Hielo Locura (2011) e Mi juventud unida (2015).


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