LA DERIVA: ISTRUZIONI PER PERDERSI di PAOLO CLEMENTE / In Libreria dal 15 Luglio 2020 / Edizioni Tlon. Copertina ed Immagini Courtesy of Ufficio Stampa Edizioni Tlon.

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Proprio ora dopo mesi di  vivere e osservare obbligato e determinato il Gioco della Deriva ideato da Guy Debord nel 1957 può essere la liberazione necessaria dalle stesse identiche abitudini, dai comportamenti e dalle legittimità concesse agli individui da Stati e Società civili. “La Deriva: Istruzioni per perdersi” di Paolo Clemente è una guida, uno studio filosofico ed empirico sull’importanza del trovare momenti in cui il nostro agire è lasciato alla casualità alla coincidente libertà di seguire segnali, incontri e osservazioni inaspettati. Una filosofia sperimentale che si oppone ad una scienza deterministica, ad una vita che sembra essere sempre la stessa. “Se è vero che il modo di vivere occasionale, casuale ed emozionale è incompatibile con dèi e ideali, è anche vero che può favorire un rapporto più leggero con l’Essere. La deriva testimonia la possibilità, anche senza riuscire a comprenderlo, di giocare insieme all’Essere.”  – Paolo Clemente(m.g.) 

LA DERIVA: ISTRUZIONI PER PERDERSI di PAOLO CLEMENTE / In Libreria dal 15 Luglio 2020 / Edizioni Tlon. Copertina ed Immagini Courtesy of Ufficio Stampa Edizioni Tlon.

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COMUNICATO STAMPA UFFICIO STAMPA EDIZIONI TLON


LA DERIVA: ISTRUZIONI PER PERDERSI

di

Paolo Clemente

IN LIBRERIA DAL 15 LUGLIO 2020


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FORMATO 12X19 / 168 PP. / 15€

ISBN 978-88-31498-14-2


Com’è cambiato il nostro rapporto con i luoghi che abitiamo? Dopo aver passato intere settimane tra le stesse mura e con le stesse persone, dentro una bolla circondata da un mondo improvvisamente molto più pericoloso di quello a cui eravamo abituati, dobbiamo tutti reimparare a muoverci nello spazio, costruendo nuovi percorsi e inventando nuove possibilità di relazione.

La deriva: istruzioni per perdersi, il nuovo libro di Paolo Clemente in uscita per Edizioni Tlon il 15 luglio 2020, arriva con fortunato tempismo proprio in un momento in cui nasce un bisogno collettivo di riscoprire la fiducia e l’abbandono al mondo circostante.

Il libro di Clemente è una «guida pratica», un manuale di gioco, in cui la riflessione filosofica si combina a istruzioni precise e a racconti delle esperienze vissute da altri «derivanti», o, se si preferisce, giocatori. Il libro si divide in due parti: nella prima l’autore costruisce una solida base teorica che, nella seconda, trova concretezza in delle esemplificazioni pratiche. Trattandosi di una nuova proposta filosofica, è inoltre messo a disposizione dei lettori un glossario dei termini tecnici principali.

Che ce ne rendiamo conto o meno, siamo tutti costantemente in rapporto con una «minuscola porzione di realtà che ci segue ovunque andiamo» e che rappresenta la nostra interfaccia con l’universo, fatta della strada che percorriamo, del frammento di cielo che ci sovrasta, della foglia che svolazza portata dal vento: con questo spazio entriamo in relazione e comunichiamo. Il gioco della deriva – ideato da Guy Debord nel 1956 e consistente sostanzialmente in «un modo eccentrico di camminare lasciandosi guidare» – è un invito ad abbandonarsi alla relazione con il mondo, mettendosi in ascolto e lasciandosi portare dai segni che si presentano spontaneamente alla nostra attenzione.

Non sono infatti i luoghi in sé a generare i percorsi attraversati dal giocatore: la deriva è piuttosto il prodotto dell’interazione tra lo spazio e l’osservatore, effimera e irripetibile, piena di un senso unico e accessibile alla sola persona che la vive. L’esperienza della deriva è paradossale: l’orientamento, infatti, nasce proprio dallo spaesamento personale. Quello della deriva è un esercizio alla vita: quante volte il bisogno di controllare gli eventi e le aspettative di regolarità ci hanno provocato frustrazione e ansia? Il gioco proposto nel libro di Clemente insegna invece che il punto non sono tanto le mete e gli obiettivi quanto il fatto stesso di essersi aperti alle relazioni e agli eventi così come si presentano: la vita stessa può diventare una «deriva infinita».

«Se è vero che il modo di vivere occasionale, casuale ed emozionale è incompatibile con dèi e ideali, è anche vero che può favorire un rapporto più leggero con l’Essere. La deriva testimonia la possibilità, anche senza riuscire a comprenderlo, di giocare insieme all’Essere»  –  PAOLO CLEMENTE


L’AUTORE

PAOLO CLEMENTE è nato nel 1962 a Sassari, dove vive e lavora. Si è laureato in Filosofia a Cagliari e in Psicologia presso «La Sapienza» di Roma. Dal 2000 al 2003 stato referente per la Sardegna della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC); dal 2004 al 2008 ha insegnato «Elementi di psicoterapia in ambito educativo» nel Master in Clinica Educativa e dell’Età Evolutiva dell’Università degli Studi di Cagliari; attualmente, esercita la libera professione di psicoterapeuta e insegna filosofia presso il Liceo Artistico «F. Figari» di Sassari. Ha al suo attivo otto pubblicazioni.


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