THIS IS NOT CRICKET di JACOPO DE BERTOLDI dal 7 Maggio 2020 in VOD su https://partecipa.zalab.org/ con FERNANDO CITTADINI, SHINCE THOMAS, PIAZZA VITTORIO CRICKET CLUB. Photo e Pressbook Courtesy of Ufficio Stampa Storyfinders.

70x100_WEB low

Diritti e integrazioni delle minoranze etniche non affrontati senza quella facile propaganda strumentale. Un documentario che è un film in presa diretta della vita, dei pensieri e dei sentimenti di due giovani adolescenti, dove l’essere italiano o indiano o immigrato sparisce nel paritario degrado invisibile di una Roma reale e autentica. Il Cricket, lo sport d’eccellenza dell’Impero Coloniale Britannico, diventa per Fernando e Shince uno strumento inconsapevole per superare l’impero del pregiudizio, il sentirsi sempre minoranza, il cercare giuste risposte. Emozionante e sincero con un finale che solo il futuro potrà scrivere.  This Is Not Cricket presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma nella rassegna Alice nella Città superando anche l’attuale emergenza sarà disponibile dal 7 maggio on demand su ZaLab dove il documentario è arte del vero spesso non raccontato. (m.g.) 

THIS IS NOT CRICKET di JACOPO DE BERTOLDI dal 7 Maggio 2020 in VOD su https://partecipa.zalab.org/ con FERNANDO CITTADINI, SHINCE THOMAS, PIAZZA VITTORIO CRICKET CLUB. Photo e Pressbook Courtesy of Ufficio Stampa Storyfinders.

This is not Cricket 5

This is not Cricket 2


COMUNICATO STAMPA UFFICIO STAMPA STORYFINDERS


175cedfd-bb23-4fa8-b14d-2abab496be31

ESCE IL 7 MAGGIO IN VOD CON ZALAB
“THIS IS NOT CRICKET”

– IL DOCUMENTARIO DI JACOPO DE BERTOLDI SULL’AMICIZIA TRA DUE RAGAZZI UNITI DALLA PASSIONE PER IL CRICKET

e aderisce alla campagna #iorestoacasa

Esce il 7 maggio in VOD “This is not cricket”, il documentario di Jacopo de Bertoldi presentato alla XVII edizione di Alice Nella Città come evento speciale di Panorama Italia.
Il film sarà visibile su ZalABB https://partecipa.zalab.org/ la piattaforma di cinema del reale in streaming di ZaLab, che seleziona nel proprio catalogo i documentari d’autore italiani e internazionali. La community online dove guardare e commentare i film in streaming.

“Abbiamo dovuto ripensare l’uscita di This is not cricket alla luce della persistente situazione d’emergenza legata al Covid-19 e per questo – dice Jacopo de Bertoldi – grazie a ZaLab, con la Mir Cinematografica di Francesco Virga, abbiamo optato per un’uscita in VOD aderendo alla campagna #iorestoacasa che sta coinvolgendo tutto il mondo della cultura. Parlando del film de Bertoldi dice – Shince e Fernando, i protagonisti del mio documentario, con quella leggerezza che caratterizza la forza di un’amicizia che solo gli adolescenti sanno avere, sono la proiezione di un futuro possibile, quello di un’Europa aperta, e in continua evoluzione. Ho cercato in loro, nella loro forza di resistenza, questa aspirazione alla libertà dai pregiudizi e dalle frontiere di ogni genere. Stiamo vivendo un tempo molto difficile e i valori che incarnano i due protagonisti, quelli dell’amicizia e della solidarietà, dovrebbero essere alimentati o reinventati all’interno delle nostre comunità”.
Il doc, quasi interamente girato a Roma, racconta la storia di amicizia tra due ragazzi uniti dalla passione per il cricket. Nel quartiere più multietnico della capitale, Fernando, un giovane cresciuto dalla zia, una colf nostalgica del Movimento Sociale di Almirante, e Shince, il suo migliore amico, autentico romano di origine indiana, lottano per la sopravvivenza del Piazza Vittorio Cricket Club. Il documentario mette a fuoco il loro graduale passaggio dall’adolescenza all’età adulta con la macchina da presa che li segue da quando erano bambini, riprendendo i primi lanci nelle aiuole di quartiere, poi i tornei internazionali giovanili, fino al disfacimento della squadra e alla loro epopea per ricostruirla. Dentro e fuori dal campo da cricket, tra risate e depressioni, sbronze e bruschi risvegli, i due ragazzi sfidano con i loro vent’anni una città sempre più avara di possibilità. In un gioco di attrazione e fuga, la realtà che li circonda offre pochi appigli per la realizzazione dei loro sogni: diventare star del cricket, e mentre lottano per tener unita la loro amicizia diventano adulti in un mondo che li rifiuta.

“This is not cricket” è una produzione MIR Cinematografica con Rai Cinema con la partecipazione di Cinétévé con France Televisions con il supporto di CNC – Centre National du Cinéma et de l’image Animée, sviluppo sostenuto da Eurodoc Media – Creative Europe, prodotto da Francesco Virga. Distribuzione video on demand ZaLab.


70x100_WEB low


PRESSBOOK UFFICIO STAMPA STORYFINDERS / SINOSSI / BIO-FILMOGRAFIA REGISTA


 

MIR CINEMATOGRAFICA

con Rai Cinema

 

con la partecipazione di Cinétévé

con France Televisions

 

presentano

 

THIS IS NOT CRICKET

di

Jacopo de Bertoldi

 

Dal 7 maggio in VOD su

Home


SINOSSI

Nel quartiere più multietnico di Roma, Fernando, un giovane cresciuto dalla zia, una colf nostalgica dell’MSI di Almirante, e Shince, il suo migliore amico, autentico romano di origine indiana, lottano per la sopravvivenza del Piazza Vittorio Cricket Club. Dal loro incontro da bambini, la macchina da presa li segue dai primi lanci nelle aiuole di quartiere ai tornei internazionali giovanili fino al disfacimento della squadra e alla loro epopea per ricostruirla. Dentro e fuori dal campo, tra risate e depressioni, sbronze e bruschi risvegli, i due ragazzi sfidano con i loro vent’anni una città sempre più avara di possibilità; in un gioco di attrazione e fuga, la realtà che li circonda offre pochi appigli per la realizzazione dei loro sogni: diventare star del cricket, e mentre lottano per tener unita la loro amicizia diventano adulti in un mondo che li rifiuta.


IL CRICKET IN ITALIA

Il cricket, il gioco regolamentato più antico della storia, nei paesi del subcontinente asiatico è lo sport più diffuso. Solo in India le finali dei mondiali sono seguite da più di 100 milioni di spettatori. Oggi, a seguito dei grandi flussi migratori, il cricket sta tornando in occidente dove ha avuto origine. In epoca post-coloniale, per le giovani generazioni di immigrati provenienti dal sud est asiatico, questo sport di origine inglese e coloniale rappresenta paradossalmente un legame con le loro radici culturali, il cordone ombelicale che li tiene legati ai loro paesi di origine. Nel 2009 la Nazionale Italiana giovanile di cricket ha vinto il campionato europeo. Nessuno dei giocatori era cittadino italiano perché i giocatori di cricket, nati in Italia da genitori stranieri, possono rappresentare la nazionale italiana anche se non hanno la cittadinanza ma se vi risiedono da almeno 7 anni. Questo spaccato di una realtà a molti sconosciuta è forse un’occasione per ripensare, oggi più che mai, la legge che regola immigrazione e diritti di cittadinanza. Il cricket, per lo più ancora sconosciuto in Italia, ma non nel resto del mondo, sta gradualmente offrendo una possibilità concreta di integrazione a quegli immigrati che, per richiedere la cittadinanza in Italia, devono aspettare i 18 anni di età. Così a partire dal 2003, la Federazione italiana di Cricket è stata il primo organismo sportivo a riconoscere parità di diritti ai suoi atleti in base alla nascita, anticipando ciò che dovrebbe avvenire in politica e catapultando il dibattito sull’immigrazione in Italia fuori dal campo sportivo, ai vertici dell’agenda politica.

Il processo messo in moto in Italia dal secondo sport più praticato al mondo, dopo il calcio, potrebbe definirsi di “auto-integrazione culturale”; questo non sta solamente facilitando l’assimilazione degli stranieri all’interno della società italiana, tanto formalmente quanto nella vita di tutti i giorni, ma sta anche superando i limiti della burocrazia.

Quelle del cricket sono le regole di uno sport nato in un paese, la Gran Bretagna, dove già durante l’impero Britannico l’appartenenza alla nazione non dipendeva, come oggi in Italia, dai legami di sangue ma dal luogo di nascita e dalla residenza: dallo ius soli.

Oggi la nazionale italiana di cricket è composta da giocatori italiani, ma anche da sud africani, australiani, srilankesi, indiani e pachistani naturalizzati italiani. Proprio come avvenne con il rugby quasi 30 anni fa, gli immigrati rappresentano l’Italia del cricket, ne cantano l’inno e competono nei tornei internazionali.


Photo Courtesy of Ufficio Stampa Storyfinders


BIO-FILMOGRAFIA DEL REGISTA

Jacopo de Bertoldi collabora con Rai Radio3 e come autore di audio documentari ha collaborato con RSI (Radio Svizzera Italiana). Dopo aver studiato Lettere e Filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’esperienza alla scuola diretta da Ermanno Olmi “Ipotesi Cinema”, si trasferisce negli USA, prima a New York e poi a Los Angeles, dove lavora come production manager per diverse produzioni indipendenti e come associato di produzione per la New Line Cinema (USA).

Lascia gli Stati Uniti per stabilirsi a Roma dove lavora alla Miramax Italia. Nel frattempo fonda la società di produzione, Arte Vidoc, con la quale produce documentari su artisti contemporanei: “Carol Rama. Di più, ancora di più” sull’artista vincitrice del Leone d’oro alla carriera alla 50a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Tra questi produce e dirige il documentario “Gino De Dominicis” sulla vita del grande artista. Collabora alla regia di “La scuola d’estate” (2014) di Jacopo Quadri, che ha partecipato a numerosi festival, tra cui il 32° TFF Torino Film Festival e Rotterdam International Film Festival ed è stato distribuito in Italia da Istituto Luce Cinecittà. Il suo lavoro “Run Out!” su cricket e immigrazione ha vinto la medaglia d’argento al 25° URTI Radio Grand Prix, concorrendo con più di 250 documentari provenienti da tutto il mondo.


NOTE DI REGIA

Quando anni fa ho conosciuto Shince e Fernando non sapevo che sarebbero diventi i protagonisti di questo documentario. In Italia scoppiava in quel periodo la questione migratoria, almeno quella dal volto più crudo, quella delle prime grandi stragi di migranti nel Mediterraneo e l’Italia cominciava ad assaggiare la propaganda xenofoba delle destre. Io arrivavo da una lunga esperienza di lavoro negli Stati Uniti dove multiculturalità e mescolanza etnica sono un dato di fatto e avvertivo asfissiante il clima che si cominciava a respirare in Italia. L’incontro con il Piazza Vittorio Cricket Club è stata una boccata d’ossigeno, era una realtà multietnica funzionante, vera e vitale.

Con il tempo mi sono innamorato di questi due ragazzi, Fernando e Shince, e soprattutto della loro amicizia che nella mia immaginazione abbatteva in un colpo solo quei muri che, a velocità sorprendente, si stavano formando dentro la società italiana, tra “noi” e chi viene da altri spazi, e lo faceva con quella semplicità e quella leggerezza che in tema di amicizia solo gli adolescenti sanno avere.

This is not cricket è una storia fatta di piccole quotidianità, è il percorso formativo di due ragazzi che come tanti altri, affrontano la vita con la capacità viva di sognare senza lasciarsi abbattere dalle difficoltà.

Volevo che il film avesse il sapore di un diario, quasi di un ricordo, quello di Fernando, che con il suo carattere caldo e accogliente ci potesse portare nel suo viaggio di formazione, in un mondo culturalmente lontano ma vicino.

Shince e Fernando, con la loro amicizia immediata sono la proiezione di un futuro possibile, quello di un’Europa aperta, e in continua evoluzione. Ho cercato in loro, nella loro forza di resistenza, questa aspirazione alla libertà dai pregiudizi e dalle frontiere di ogni genere.

 

Jacopo de Bertoldi

 


Questo articolo è il frutto del lavoro dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento della Testata Giornalistica e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite PayPal. Grazie!


Donazione libera di sostegno alla Testata Giornalistica GIORNALISTA INDIPENDENTE

GIORNALISTA INDIPENDENTE – Riproduzione Riservata – Testata Giornalistica Telematica Quotidiana N.168 del 20.10.2017. Direttore Responsabile MANUEL GIULIANO.

€1,00