OPINIONE E CRITCA – ATTUALITÀ – Immagini  Roma, Marzo 2020 ©Giornalista Indipendente. http://www.governo.it/

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Come prevedibile la curva del virus in Italia si sta assestando facendo decrescere contagi e decessi. Misure restrittive che la popolazione italiana ma anche nel mondo sta sostanzialmente rispettando è comunque evidente che si andrà verso una proroga per tutto Aprile con piccole aperture per alcune attività non essenziali ma necessarie per poter dare un inizio di ricostruzione che l’isolamento e il distanziamento sociale al momento impediscono pur avendo in parte contribuito al non collasso delle strutture sanitarie. Le misure economiche di sostegno all’economia come quasi sempre successo escludono chi già aveva difficoltà precedenti, come il caso delle Casse di Previdenza dei Professionisti Ordinisti che non distribuiranno i bonus di emergenza agli iscritti che non risultano essere in regola con i pagamenti delle quote dei contributi previdenziali, quote che vista la crisi economica perpetua negli anni risultavano anche prima fuori logica e contesto. È veramente una emergenza mondiale ed un pericolo imminente per l’estinzione dell’umanità? Doveva essere anche la prima volta che tutti i cittadini del mondo venissero rimborsati senza distinzioni per quella che è la più importante violazione dei diritti universali dell’uomo. (m.g.) 

OPINIONE E CRITCA – ATTUALITÀ – Immagini  Roma, Marzo 2020 ©Giornalista Indipendente. http://www.governo.it/

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COVID-19: ALLENTARE O NO LA CORSA AL CONTENIMENTO DEI CONTAGI E DI CONSEGUENZA CONTINUARE O NO A LIMITARE LA LIBERTA’ PERSONALE?

Sono ormai settimane che il Governo italiano e via via gli altri paesi europei hanno scelto di contenere l’espandersi del contagio del Covid-19 facendo rimanere la popolazione nelle rispettive abitazioni e impedendo loro il contatto. In altre situazioni, queste vere e proprie limitazioni della libertà personale, avrebbero creato una sollevazione popolare. Fino ad ora, sarà anche perché il lasso di tempo trascorso è breve, la gente ha rispettato queste limitazioni (tranne rarissimi casi) che, se protratte fino all’estate, potrebbero portare gravi conseguenze all’ordine pubblico ed indebolire ancor di più l’economia.

Alcuni economisti d’oltralpe hanno pubblicamente affermato che la Francia non è in grado di reggere finanziariamente un mese di blocco totale (come potrebbe esserlo l’Italia?). Dall’altra parte dell’Oceano il presidente Trump ha detto che “la cura non deve essere peggiore del male”.

I danni arrecati all’economia italiana ad oggi sono già abbastanza seri. Il ceto medio del paese ed in particolare le c.d. “partite iva” che hanno sempre rappresentato la spina dorsale dell’economia italiana, non potranno certo sopravvivere con le esigue ed incomplete somme fin qui stanziate. Il problema si sta già avvertendo ma lo si avvertirà ancora di più quando passata questa emergenza sanitaria si dovrà ripartire. Quante piccole e medie attività rialzeranno le serrande? Quante gente rimarrà senza lavoro? Cosa succederà nel caso di ulteriori limitazioni?

Credo che potrebbe essere impossibile, nei Paesi democratici, mantenere il controllo dell’ordine pubblico per un periodo superiore a quaranta-cinquanta giorni. A meno che non si voglia seguire la strada già intrapresa in Cina, dove lo stato impone un controllo capillare sulla popolazione e sull’informazione (diritti civili e libertà inesistenti) oppure come in Russia, dove i casi “ufficiali” di infezione da coronavirus sono in numero trascurabile.

Cosa fare già da ora? Entrambe le correnti di pensiero (“reggere finanziariamente” o “la cura non deve essere peggiore del male”) hanno le loro ragioni. L’esame del rapporto costi/benefici dovrà stabilire se sarà necessario allentare la corsa al contenimento dei contagi, accettando di pagare il prezzo di un più elevato numero di decessi o continuare nelle azioni di contenimento azzerando di fatto l’economia mondiale. Senza misure di contenimento la curva del contagio probabilmente sarebbe calata prima, ma sarebbe stata una curva più alta e più stretta ed avremmo avuto molti più morti anche se sarebbe durata meno l’epidemia. Anche questa strategia trova il suo limite nella tenuta del sistema sanitario, e conseguentemente sull’ordine pubblico. Non va dimenticato che soprattutto al sud esiste (o esisteva…) una economia sommersa grazie alla quale migliaia di persone vivevano con piccoli commerci o peggio sul filo della legalità, portando a casa qualche decina di euro al giorno, presto potrebbero trovarsi a scendere in strada o peggio ancora qualcuno potrebbe iniziare a razziare dove possibile. Nella speranza che ciò non si verifichi non pare che al momento il governo sia preparato ad una tale gestione o abbia in mente soluzioni per evitarle.

Vincenzo Di Ruzza @Vdruz


Photo Courtesy of http://www.aeronautica.difesa.it


IL BIOCONTENIMENTO, L’ECCELLENZA DELL’AERONAUTICA E DELLA SANITA’ MILITARE ITALIANA ED IL CONTRIBUTO NELLA LOTTA AL COVID-19

Nel settembre 2008 è stato presentato presso l’IPPM (Infermeria Principale dell’Aeroporto Militare di Pratica di Mare) la catena di bio-contenimento, il cui compito istituzionale è incentrato sulle operazioni di trasporto sanitario a mezzo aereo, conosciute come Aeromedevac, dispositivo idoneo per poter operare trasporti aerei su lungo raggio in condizioni di completo isolamento sanitario definito bio-contenimento, superando in tal modo quella che poteva rappresentare all’epoca l’unica controindicazione al trasporto aereo di malati altamente infettivi.

La catena del bio-contenimento si compone di tre presidi fondamentali, il modulo ATI (Aircraft Transit Isolators) per il trasporto aereo tramite velivolo C-130J della 46° Brigata Aerea di Pisa di pazienti colpiti da patologie infettive altamente contagiose e diffusibili, quali ad esempio le febbri emorragiche, la Sars, il colera e nei giorni nostri il Covid-19, il modulo S.T.I. (Stretcher Transit Isolators) per il trasporto a terra per le stesse motivazioni e l’ambiente isolato denominato IsoArk. Sistema che permette l’isolamento di un paziente bio-contaminato e consente la gestione protetta da parte del personale sanitario di evitare, contestualmente, qualsiasi contaminazione ambientale di natura biologica (batterico-virale).

Le dotazioni sanitarie utilizzate nel settore della Emergenza e del Trasporto in Biocontenimento della IPPM costituiscono l’avanguardia della tecnologia Sanitaria Internazionale.

La struttura si compone di Medici e Infermieri formati nel settore della emergenza, medicina aeronautica e spaziale e biocontenimento. Dispone di Moduli sanitari aviotrasportabili per trattamento intensivo, sistemi (Barelle ATI / STI / N 36) per trasporto aereo e terrestre in bio-contenimento, di un sistema campale di isolamento e trattamento iniziale (BSL 4, IsoArk) e di un sistema campale di decontaminazione.

Il trasporto avviene su aerei sanitari a breve/medio/lungo raggio, tattici e strategici, 24 su 24 per 365 giorni l’anno.

Tale sistema che all’epoca rappresentava una novità al livello mondiale, risulta tutt’ora un fiore all’occhiello dell’Aereonautica Militare e della Sanità Militare che di concerto con il S.S.N., ha trovato utilizzo negli anni in alcuni casi (pochi) che avevano riguardato persone colpite dalla Sars o altre malattie infettive. Purtroppo, l’espandersi del Covid-19 ha fatto sì che il sistema di bio-contenimento ha trovato un utilizzo molto diffuso in queste ultime settimane, come il rientro in Italia di alcuni connazionali da Wuhan risultati positivi al coronavirus, di un altro connazionale sempre positivo al Covid-19 che si trovava a bordo della nave da crociera Diamond Prince, per non parlare del trasporto, questa volta via terra, con il modulo IsoArk, di pazienti riscontrati positivi nelle strutture sanitarie territoriali presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive dell’Ospedale Spallanzani di Roma.

Nel corso degli anni una sezione del Medevac (Medical Evacuation, termine tecnico militare con cui viene definita una serie di azioni volte allo sgombero dei feriti dal campo di battaglia o, per essere più aderenti alla realtà attuale, all’evacuazione di persone colpite da malattie infettive) è stata impiegata permanentemente in Afghanistan dal 2006 al 2011, nell’emergenze del sisma in Abruzzo, di Haiti e delle Filippine, nell’alluvione di Grosseto e nelle operazioni di assistenza dei feriti in Libia.

Vincenzo Di Ruzza @Vdruz

 


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