INFINITO EDIZIONI – “La pace fredda. È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina?” di Andrea Cortesi e Luca Leone – “Ragazzi con la bandana” di Daniela Di Fiore e Roberto Ormanni – “Martina. La lotta coraggiosa di una guerriera sorridente” –  di Martina Ciliberti con Stella Ciliberti e Daniela Di Fiore – “Invincibili. Il Dream Team che ha fatto la storia del fioretto azzurro” di Gianmario Bonzi. PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI 2019 / 4-8 Dicembre, Roma Convention Center La Nuvola. Photo Copertine Libri Courtesy of Ufficio Stampa Infinito Edizioni. Immagini PLPL18 © Giornalista Indipendente. https://www.infinitoedizioni.it / https://plpl.it.

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Non un nome a caso, la Infinito Edizioni continua nel saper unire ogni argomento nel comune denominatore dei diritti universali dell’umanità. Non casuale il patrocinio quasi costante in ogni pubblicazione di Amnesty International in una capacità di equilibrio tra conoscenza e verità giornalistica ed editoriale. La Bosnia Erzegovina dei Bosgnacchi, Croati e Serbi in cui le divisioni politiche, etniche e religiose e le urgenti condizioni dei profughi al confine con la Croazia continuano ad essere non risolti con un complice immobilismo dell’Europa e della Comunità Internazionale. Speranze di una maggior attenzione e risoluzione che il libro “La pace fredda. È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina?” di Andrea Cortesi e Luca Leone e l’omonimo documentario di Marcella Menozzi provano a raccontare. L’oncologia infantile ancor di più se causata dall’uomo e dalle sue condotte criminali è ancor più difficile da accettare come per la professoressa Daniela Di Fiore e il suo insegnamento agli allievi e alle allieve del Reparto di Oncologia infantile del Policlinico Gemelli di Roma. “Ragazzi con la Bandana” e  “Martina. La lotta coraggiosa di una guerriera sorridente” testimonianze editoriali e memoria da non mai dimenticare. Diritto universale di vivere e poter raggiungere i propri sogni come è riuscito al Dream Team del fioretto femminile nella scherma mondiale ed olimpica narrate in “Invincibili. Il Dream Team che ha fatto la storia del fioretto azzurro” di Gianmario Bonzi. (m.g.)

INFINITO EDIZIONI – “La pace fredda. È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina?” di Andrea Cortesi e Luca Leone – “Ragazzi con la bandana” di Daniela Di Fiore e Roberto Ormanni – “Martina. La lotta coraggiosa di una guerriera sorridente” –  di Martina Ciliberti con Stella Ciliberti e Daniela Di Fiore – “Invincibili. Il Dream Team che ha fatto la storia del fioretto azzurro” di Gianmario Bonzi. PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI 2019 / 4-8 Dicembre, Roma Convention Center La Nuvola. Photo Copertine Libri Courtesy of Ufficio Stampa Infinito Edizioni. Immagini PLPL18 © Giornalista Indipendente. https://www.infinitoedizioni.it / https://plpl.it.

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COMUNICATI STAMPA UFFICIO STAMPA INFINITO EDIZIONI / PLPL19


Una classe senza banchi, una professoressa senza registro: è la scuola unica e speciale della professoressa Daniela Di Fiore, che ha come allievi le ragazze e i ragazzi del reparto di Oncologia del Policlinico Gemelli di Roma.

A loro Daniela Di Fiore insegna Dante, Manzoni e tutto il programma ministeriale, ma molto spesso sono loro, i ragazzi ricoverati, a lasciare a Daniela lezioni ben più importanti delle nozioni scolastiche, nozioni di vita.

Dall’esperienza personale di Daniela Di Fiore nasce Ragazzi con la bandana (con Roberto Ormanni) e le esperienze continuano e crescono con il diario di Martina Ciliberti, giovane ricoverata che ha lottato duramente contro un tumore che l’ha portata via troppo presto, ma che non ha fermato il suo sogno di scrivere, facendo nascere il libro dal titolo Martina. La lotta coraggiosa di una guerriera sorridente (con Stella Ciliberti e Daniela Di Fiore).

Questi ragazzi nascondono talenti speciali, come Federica Aufiero, anche lei vittima troppo giovane di un tumore, con una passione innata per la scrittura, passione sviluppata prima sul web e poi trasformata in un romanzo, con il titolo Rue la solitaria.

Per conoscere un’insegnante speciale e le famiglie dei suoi alunni vi invitiamo all’incontro organizzato per sabato 7 dicembre a ROMA, nell’ambito di Più libri più liberi, Roma Convention Center La Nuvola, viale Asia, sala Venere, ore 11,30. Saranno presenti: Luigi Contu (direttore Ansa), Daniela Di Fiore, Benilde Naso Mauri, Marilisa Canale e Stella Ciliberti, modera Gabriele Manzo (Rtl 102.5)


Evento in anteprima: La pace fredda. È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina?


 

5 dicembre, ore 17,30, sala Marte

Più libri più liberi Roma Convention Center La Nuvola, viale Asia – ROMA

 

 

“La pace è fredda perché la guerra è ancora calda. Basta esaminare l’apartheid ancora dominante nel sistema scolastico o il rifiuto di una memoria non dico condivisa ma almeno solidale e rispettosa. Basta osservare il disinteresse delle autorità alla richiesta di giustizia che ancora si leva dalle donne sopravvissute allo stupro. Con la giustizia non si fanno soldi e non si ottiene consenso: col clientelarismo e la corruzione sì”. Queste sono le parole di Riccardo Noury nella prefazione al libro di Andrea Cortesi e Luca Leone dal titolo La pace fredda. È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina? accompagnato dall’omonimo documentario, per la regia di Marcella Menozzi.

Nel novembre del 1995 gli Accordi di Dayton hanno fermato la guerra in Bosnia Erzegovina, ma non hanno costruito una vera pace. Un quarto di secolo dopo la fine del conflitto del 1992-1995 uno scrittore, un cooperante e una film-maker sono andati alla ricerca dei testimoni del conflitto, le stesse persone che, dopo la firma degli accordi di pace, si sono rimboccate le maniche per cercare di ricostruire un Paese che invece è diventato prigioniero di nazionalismi, corruzione, povertà e odi instillati a tavolino, in una società duramente messa alla prova da lutti e abbandono. Jovan Divjak, Pero Sudar, Amor Mašovic, Staša Zajovic, Bakira Hašecic, Kanita Focak, Jacob Finci, Dervo Sejdic e tanti altri testimoni raccontano senza nulla tacere la guerra, il ritorno alla pace, le difficoltà, le speranze e le delusioni della Bosnia Erzegovina, ma anche della Serbia, di oggi. Da Sarajevo a Bratunac, via Belgrado, da Višegrad a Srebrenica, le voci dei protagonisti si rincorrono, superando le appartenenze culturali, per raccontare le tragedie individuali e familiari. Un quarto di secolo dopo, la Bosnia Erzegovina ha ancora attaccato alle caviglie il peso incalcolabile del conflitto, che la sta facendo sprofondare sempre più in basso. Sul presente e sul futuro si addensano nere nubi. Eppure, stando a sentire i protagonisti di questo lavoro, c’è ancora qualcosa che instilla una speranza di cambiamento nei bosniaco-erzegovesi.

Segnaliamo l’evento, in anteprima nazionale, organizzato per giovedì 5 dicembre a ROMA, nell’ambito di Più libri più liberi, Roma Convention Center La Nuvola, viale Asia, sala Marte, ore 17,30. Saranno presenti con gli autori: Giorgio Graziani, Riccardo Noury, Simona Maggiorelli, Fatima Neimarlija, Renzo Razzano, Tamara Cvetkovic.

 

Il progetto La pace fredda (libro+dvd) gode del patrocinio di Amnesty International, Comune di Reggio Emilia, Iscos Emilia Romagna, Iscos Lombardia, Iscos Toscana, Letteraltura Adriatic Green Net, Bosna u srcu, Cooperativa sociale Madre Teresa, Diocesi di Chiavari, Fondazione Langer, Mirnimost, Non dalla guerra, SGB CISL Sudtirolo, è stato supportato dal CSV Lazio, ed è stato finanziato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

 

Il libro

Titolo: La pace fredda. È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina?

Autori: Andrea Cortesi, Luca Leone

Caratteristiche: € 18,00 – pag. 176 – con foto dvd del documentario dal titolo La pace fredda. È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina? (regia di Marcella Menozzi)

 

Gli autori

Luca Leone, giornalista professionista, è laureato in Scienze politiche. È direttore editoriale e co-fondatore della casa editrice Infinito edizioni. Ha scritto per molte testate. Ha firmato una ventina di libri per più editori; tra questi, per Infinito edizioni, ama ricordare: Srebrenica. I giorni della vergogna (2005); Bosnia Express (2010); I bastardi di Sarajevo (2014); Srebrenica. La giustizia negata (2015, con Riccardo Noury); Eden. Il paradiso può uccidere (2016); Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio (2017); Tre serbi, due musulmani, un lupo (2019, con Daniele Zanon).

Andrea Cortesi, romagnolo, vive a Reggio Emilia. Entra in Iscos Emilia-Romagna nel 2001 come obiettore di coscienza; dopo il servizio civile parte per il Perù, dove lavora per tre anni in progetti di sicurezza alimentare e di emergenza. Rientrato in Italia, torna in Iscos Emilia-Romagna, diventa direttore nel 2010. È laureato in Filosofia con una tesi su Michel Foucault e in Geografia e processi territoriali con una ricerca sull’economia familiare degli allevatori di alpaca del Perù.


Invincibili. Il Dream Team che ha fatto la storia del fioretto azzurro


“Essere complici, insomma, è il segreto del Dream Team. E l’unità d’intenti nasce anche dal famoso inno, che in realtà è sempre esistito, pure negli Anni ‘90. Magari all’epoca si gridava solo: “Hip hip, urrà” e stop, ecco. Un decennio dopo, proprio la sera prima della gara a squadre, ci si trovava in stanza assieme a pensare e a provare balletto, mosse e quant’altro. Esattamente non ricordo dove sia nato il tutto, credo nella stagione 2008-2009, quando abbiamo cominciato a comporre le prime coreografie (chiamiamole così) sulle note di Oh Happy Day. Si canta, si balla, si ride, si scherza e si litiga pure in quelle circostanze, sia chiaro: perché, per esempio, Valentina andava sempre fuori tempo e io mi arrabbiavo. Se c’è una cosa che so fare, almeno una in quell’ambito, è tenerlo, questo benedetto tempo. Poi magari una di noi voleva fare determinate mosse, l’altra ne chiedeva alcune completamente diverse, si arrabbiava, sbatteva la porta, se ne andava, una terza compagna andava a recuperarla… tutto così. Ma poi alla fine si trovava sempre la quadratura del cerchio, per vincere come squadra. So che può sembrare strano, ma tutto questo è servito a fare gruppo…”. Risponde in questo modo schietto e aperto la campionessa Elisa Di Francisca al giornalista Gianmario Bonzi che le chiede di raccontare degli aneddoti particolari del Dream Team del fioretto femminile italiano. La campionessa si racconta e i suoi ricordi, insieme a quelli di Diana Bianchedi, Francesca Bortolozzi, Giovanna Trillini, Margherita Zalaffi, Margherita Granbassi, Arianna Errigo, Alice Volpi e Ilaria Salvatori vanno a formare un libro unico, dal titolo Invincibili. Il Dream Team che ha fatto la storia del fioretto azzurro, che ripercorre le magnifiche vicende sportive del Dream Team che ha fatto appassionare l’Italia alla scherma dagli Anni Novanta in poi.

Segnaliamo che questo volume sarà presentato a Roma il prossimo 4 dicembre nell’ambito della prossima edizione della fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi (Roma Convention Center La Nuvola, viale Asia 40). Appuntamento alle ore 18,30 in Sala Polaris, con la partecipazione eccezionale di Elisa Di Francisca che presenta il libro insieme a Gianmario Bonzi, Giorgio Scarso, Presidente della Federazione Italiana Scherma e Giorgio Caruso, Responsabile ufficio stampa della Federazione Italiana Scherma.

 

Con il patrocinio della Federazione Italiana Scherma (FIS)

 

 

Il libro

Titolo: Invincibili. Il Dream Team che ha fatto la storia del fioretto azzurro

Autore: Gianmario Bonzi

€ 15,00 – pag. 240 – con foto a colori e b/n

 

L’Autore

Gianmario Bonzi (Milano, 1976). Giornalista professionista, da oltre dieci anni commenta le più importanti manifestazioni internazionali di scherma su Eurosport Italia. È transitato per diverse esperienze giornalistiche, da Radio24-IlSole24Ore ad AGR. Come collaboratore, ha scritto o scrive per Tuttosport, Leggo, Il Giorno, Quotidiano Sportivo. Responsabile dell’ufficio stampa agli Europei di scherma di Legnano, nel 2012, ha seguito dal vivo due Olimpiadi (Torino 2006, Rio de Janeiro 2016) e numerose altre manifestazioni sportive tra sci alpino, nuoto, scherma, volley, beach volley e tuffi. Con Infinito edizioni ha pubblicato il libro Oro bianco (2018), scritto a quattro mani con l’amico e collega, Dario Ricci.

 


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