Roma, 14 Ottobre 2019, Colonnato di Piazza della Repubblica, Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia. Immagini e Video © Giornalista Indipendente.

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Le prime vittime e i primi segni di protesta, con i “potenti” del mondo che dopo aver concesso legittimazione alla politica dittatoriale del presidente Turco Erdogan si limitano per il momento ad inutili sanzioni. Oltre due milioni di profughi siriani in Turchia che dovrebbero essere trasferiti nell’idea di Erdogan proprio nel nord-est della Siria con tanto di progetto edilizio milionario gia stanziato. L’avanzata dell’esercito turco continua, non è facile ma non impossibile chiedere una politica ora più forte e reale da parte di tutti gli altri coinvolti. (m.g.)

Roma, 14 Ottobre 2019, Colonnato di Piazza della Repubblica, Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia. Immagini e Video © Giornalista Indipendente.

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COMUNICATO STAMPA UFFICIO STAMPA PD CAMPIDOGLIO


Siria. PD Campidoglio: “In consiglio mozione di solidarietà con popolazioni curde del Rojava e di condanna dell’invasione turca”
Questo il testo della mozione: L’operazione lanciata dalla Turchia contro i combattenti curdi dello Ypg (Unità di protezione popolare), alleati degli americani in Siria, con un attacco senza alcuna motivazione e giustificazione nel nord ovest, viola la sovranità territoriale siriana. Dal giorno 8 di ottobre sono in corso attacchi da parte di forze di terra e aeree turche che stanno provocando numerose vittime tra i civili.
Chiediamo al Governo Italiano di intervenire presso quello turco al fine di ottenere la cessazione degli attacchi indiscriminati nei confronti della popolazione del Rojava , promuovendo inoltre la condanna di quanto avvenuto in tutte le sedi istituzionali opportune, con particolare riferimento all’Unione Europea, al Consiglio d’ Europa ed alla NATO e cercando inoltre una soluzione capace di coniugare l’autonomia del popolo curdo e la stabilità geopolitica della regione.
Premesso che:
la Siria dal 2011 è teatro di una sanguinosa guerra civile che, seppur in mancanza di dati certi, si stima siano oltre 500.000 i morti, di cui circa un terzo civili;
secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari la guerra in Siria ha provocato un esodo di massa di persone in fuga dal conflitto con circa 5 milioni di rifugiati ed oltre 6 milioni di sfollati;
nel 2014, a seguito dell’avanzata del fondamentalismo islamico, lo Stato Islamico (Isis/Daesh) è arrivato ad occupare circa un terzo dell’intero territorio siriano, tra cui il cosiddetto “Kurdistan siriano” ed i governatorati di Raqqa e Deir el-Zar;
nel 2015 la sconfitta nella battaglia della città curda di Kobane ha di fatto segnato l’arresto dell’avanzata dell’lsis;
ricordato che le unità di difesa popolare degli YPG e YPJ, inquadrate nell’alleanza curdo-araba (SDF) e parte integrante della coalizione internazionale antiterrorismo, sono state fondamentali nella resistenza al terrore dello Stato islamico, contribuendo alla liberazione dal Califfato delle città di Aleppo, Raqqa e dell’intero nord della Siria;
a seguito della sconfitta dell’lsis, nei cantoni della regione del Rojava convivono oggi pacificamente curdi, arabi, cristiani ed etnie diverse in un innovativo e moderno sistema di democrazia partecipata, paritaria e di uguaglianza tra i sessi;
le SDF curdo-arabe non hanno mai minacciato né attaccato i confini turchi;
I curdi del Rojava hanno avuto e continuano ad avere un ruolo cruciale nella lotta contro gli integralisti di Daesh e nel contrastare l’avanzata jihadista-salafita
tenuto conto che l’invasione del nordest della Siria iniziata l’8 ottobre ha già comportato un disastro umanitario con circa 200.000 sfollati e centinaia di vittime civili e che potrebbe in pochi giorni assumere una dimensione ancora più ampia, nonché l’annientamento dell’esperienza democratica che ha combattuto e sconfitto ISIS: solo temporaneamente, perché questa aggressione ha già ridato all’ ISIS nuova vita.
il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di voler estendere l’offensiva militare a tutto il territorio abitato dai curdi nel nord della Siria;
l’aggressione militare della Turchia rappresenta un vero e proprio crimine contro l’umanità e si sta compiendo nel pressoché totale silenzio della Comunità Internazionale e mette a rischio l’incolumità e la sicurezza di decine di migliaia di civili e di rifugiati;
questa aggressione militare va ad aggiungersi alle distruzioni delle città curde in Turchia, al massacro di centinaia di civili, alla destituzione e all’arresto di numerosi Sindaci ed eletti locali in atto a partire dal 2015.
dal 1949 è membro del Consiglio d’Europa e dal1952 è membro effettivo della NATO;
dal 2005 sono aperti i negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione Europea;
l’Italia è uno dei principali partner commerciali della Turchia, con un interscambio commerciale di 16,2 miliardi di dollari nel 2016 e oltre 1.300 società ed aziende con partecipazione italiana presenti in Turchia. Tutto ciò premesso e considerato esprime solidarietà ed il proprio sostegno alla popolazione curda perseguitata dalla Turchia e dalla politica di pulizia etnica voluta dal governo Erdogan.
Impegna la Sindaca e la Giunta
A condannare l’aggressione turca al popolo curdo esponendo uno striscione di condanna in piazza del Campidoglio;
ad intervenire presso il Governo perché si mobiliti, anche in sede di Unione Europea e di organismi internazionali: per attivare le misure umanitarie necessarie ad assistere il popolo curdo, coinvolgendo le organizzazioni non governative presenti in loco;
per spingere il governo turco a fermare la repressione contro i curdi e a garantire la libertà di informazione;
per promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune – con particolare riferimento all’Unione Europea, al Consiglio d’Europa e alla Nato – la ferma condanna di quanto avvenuto;
per l’attivazione di tutti i canali diplomatici volti per spingere il Governo turco a cessare gli attacchi indiscriminati contro i curdi della regione del Rojava nonché al rispetto delle libertà democratiche;
per cercare una soluzione capace di coniugare l’autonomia del popolo curdo, l’integrità delle frontiere e la stabilità geopolitica della regione.


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