GIRO D’ITALIA 2019 / Immagini Courtesy of Official Instagram Giro D’Italia.

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TRA I DUE LITIGANTI IL TERZO GODE: CARAPAZ VINCE IL GIRO D’ITALIA 2019

Alla partenza da Bologna dell’edizione 102 del Giro d’Italia veniva indicato come favorito numero uno l’olandese Tom Dumoulin, seguito da Promoz Roglic e dal nostro Vincenzo Nibali. Dopo la tappa di Frascati, che vedeva il ritiro per una brutta caduta di Dumoulin, il lotto dei possibili vincitori si ristringeva al duo Roglic/Nibali. Poiché la corsa la fanno nel bene e nel male sempre i corridori, con un Roglic che sentendosi forte nella specialità contro il tempo prevista nell’ultima tappa si limitava a controllare quello che considerava il suo “”unico” avversario Nibali. Nella tappa con arrivo a Courmayeur, avviene una fuga che comprende tra gli altri lo scalatore ecuadoregno Richard Carapaz, fino ad allora erroneamente poco considerato in vista della vittoria finale che indossa la maglia rosa con un vantaggio di quasi un minuto e mezzo sullo sloveno, scombussolando i piani dei due favoriti. Con il senno di poi, specialmente per Nibali, l’essersi limitato a controllare Roglic e viceversa e il non aver limitato il distacco in quella tappa da Carapaz alla fine è costata la vittoria del Giro.

Eppure alcuni segni premonitori Carapaz li aveva dati. Pur avendo perso 46 secondi nella tappa di Orbetello per una caduta, il giorno dopo a Frascati vince la tappa e guadagna, anche se di poco sui suoi rivali.

L’arrivo delle Alpi nella terza settimana, ha in parte confermato le difficoltà di Roglic sulle montagne ma ha visto uno splendido Carapaz che ha saputo tenere testa a Nibali, riuscendo a guadagnare anche una manciata di secondi all’arrivo di Antholz.

Nella cronometro finale di Verona, il trionfo di Carapaz che, forte del vantaggio accumulato, vinceva il Giro precedendo Nibali e Roglic, con quest’ultimo che riprendeva il terzo posto scavalcando di pochi secondi Landa.

Un Giro che in partenza sembrava molto più duro, alla fine non si è rivelato tale, privato anche del mancato passaggio sul Gavia (cima Coppi) causa impraticabilità.

Il tracciato della corsa rosa con la presenza di tre crono si era subito mostrato molto adatto a Dumoulin che, purtroppo, è stato costretto a ritirarsi per una caduta.

Ci sono state molte fughe che hanno movimentato la corsa, nel corso della quali si sono messi in luce Conti (che ha anche indossato la maglia rosa) e Ciccone, che ha vinto la classifica riservata agli scalatori, indossando la maglia blu per 20 giorni su 21. Vincitore dalla maglia ciclamino (classifica a punti in base ai piazzamenti di tutte le tappe) il tedesco Ackermann, vincitore tra l’altro di due tappe.

E’ stato un giro con molti errori commessi dai vari direttori sportivi presenti sulle ammiraglie, uno su tutti l’aver sottostimato la fuga nella tappa di Courmayeur, che alla fine si è rivelata decisiva per l’assegnazione finale della maglia rosa.

La prossima edizione partirà dall’Ungheria e come ogni anno dopo la “scoperta” del tracciato, verrà inserita o meno nei programmi dei corridori canditati alla vittoria dei grandi giri.

Due gli episodi che nell’edizione 2019 possono benissimo aggiungersi alle pagine epiche del grande ciclismo: la borraccia passata dallo spagnolo Ventoso a Nibali dopo che quest’ultimo scattando sul Mortirolo lo aveva ripreso mettendo fine alla fuga (ricordando l’analogo episodio avvenuto nel 1952 tra Coppi e Bartali) ed il gesto di fair play del DS della Movistar Sciandri che forniva la bicicletta del suo team al corridore della Jumbo Tolhoeck che a sua volta l’aveva passata al suo capitano Roglic vittima di un guasto al cambio, episodio non usuale visto che le due squadre vengono supportate da due case di bici differenti.

Vincenzo Di Ruzza @Vdruz


GIRO D’ITALIA 2019 / Immagini Courtesy of Official Instagram Giro D’Italia.

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