ELIA NOVECENTO / LEONARDO CRUDI – IL BLU E IL ROSSO 5-8 Marzo 2019 Roma Fondazione Marco Besso / Parione9. Elia Novecento, Ricordo quello squardo, La Danzatrice. Immagini Courtesy of Ufficio Stampa Parione9.

La danzatrice 126 x 55

L’etica di un’arte che nasce nel mondo dei graffiti dove ogni segno anche quello più sporco diventa condivisione di rabbia, presenza e cambiamento. “Non ho seguito la street art murale che oggi è legittimata e sovvenzionata – ci spiega Elia Novecento – amerò sempre di più l’apparente disordine di scritte su un muro, è un atto primitivo ma libero ed autentico“. Elia Novecento e Leonardo Crudi nella loro pittura esposta in questi giorni a Roma ne Il Blu e il Rosso non dimenticano le loro origini, nella scelta inedita ed insolita dei materiali, i tappeti di Elia e la carta di Leonardo, realizzando una ricerca di stile nuova attraverso il passato. Un costruttivismo e astrattismo figurativo primario ma in cui pop art e decoupage diventano difese e reazioni di una ricerca pura e in divenire. (m.g.)

ELIA NOVECENTO / LEONARDO CRUDI – IL BLU E IL ROSSO 5-8 Marzo 2019 Roma Fondazione Marco Besso / Parione9. Leonardo Crudi, Le Courbusier, Mejerchold. Immagini Courtesy of Ufficio Stampa Parione9.

Le Courbosier 200x125

Mejerchol'd 130 x 100


COMUNICATO STAMPA UFFICIO STAMPA PARIONE9


 

COMUNICATO STAMPA

 

PARIONE9

 

ELIA NOVECENTO E LEONARDO CRUDI Il blu e il rosso

 

FONDAZIONE MARCO BESSO – I Martedì di Torre Argentina

 

a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi

 

dal 5 marzo all’8 marzo 2019

 

inaugurazione 5 marzo 2019 ore 17.30

 

Inaugura il 5 marzo 2019 Il blu e il rosso, mostra di Elia Novecento e Leonardo Crudi a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi, nella sede storica della Fondazione Marco Besso a Roma.


corretta


Il blu e il rosso, sono le due punte di una matita, quella stessa matita ricordata con timore perché utilizzata dalla maestra per segnare la gravità dell’errore. In questo caso non è stato commesso alcuno sbaglio, semmai con questa mostra si vuole evidenziare la collaborazione tra due artisti i cui stili e poetiche benché diversi rappresentano le due facce di una stessa medaglia. Le tonalità del rosso e del blu accomunano le opere in mostra invitando lo spettatore a seguire un percorso in cui perdersi tra gli arabeschi e le inquadrature che compongono le tele di Elia Novecento e tra le forme geometriche e i segni suprematisti delle carte di Crudi.

 

Carta o tela, smalto o acrilico, sentimento o politica, elementi apparentemente differenti sono qui sinonimo di dualità. Una condizione che permette ai due artisti di esprimersi secondo il proprio linguaggio artistico dando vita ad opere che, come le due punte di una stessa matita, dopo essersi consumate, si incontrano al centro unite da uno stesso obiettivo: la volontà di un dialogo con il proprio pubblico.

 

E’ proprio in questa direzione che volge anche il Collettivo 900, realtà artistica-culturale, fondata dai due artisti, che da diversi anni ha come scopo un confronto sempre aperto con la propria città e i suoi abitanti intervenendo sui muri come fossero tele tramite l’affissione di posters. Nella mostra “Il blu e il rosso” il nostro sguardo è libero di interpretare ciò che vediamo come, quando passeggiando per le strade della nostra città, diventiamo veicolo di diffusione di un messaggio che gli artisti ci vogliono comunicare.


Il BLU E IL ROSSO Opening Fondazione Marco Besso. Immagini Courtesy of Ufficio Stampa Parione9.


Elia Novecento (Roma, 1989)

Artista romano si avvicina al mondo dei graffiti nel 2001 e nel 2004 si iscrive al Liceo Artistico Statale Ripetta di Roma. Insieme a Leonardo Crudi fonda il Collettivo 900 con l’intento di comunicare con la città attraverso poster lasciati in balia del quotidiano e dell’interpretazione libera di chi li osserva. Parallelamente ai graffiti e ai poster, produce tele di grande formato ispirate al linguaggio dei popist romani degli anni Sessanta.


Leonardo Crudi ( Roma,1988)

Autodidatta, scopre il mondo dei graffiti molto giovane. Questa sua prima formazione di “strada” gli insegna a costruire immagini bidimensionali e ad associare i colori, sviluppando un interesse per una rappresentazione in bilico tra astrazione e figurazione. A partire dal 2012, si dedica alla produzione delle sue prime opere su carta, ispirate, per gli elementi geometrici, al lettering dei graffiti e, per la resa realistica delle figure, alle inquadrature del cinema neorealista italiano. Nel 2015, si dedica allo studio del cinema d’avanguardia sovietico e successivamente, si rivolge alle avanguardie pittoriche e fotografiche del Suprematismo, Costruttivismo e Futurismo russo. Lo attrae la possibilità di unire astrazione e figurazione in un linguaggio capace di veicolare contenuti etici e politici.

 


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