Photo Visegrad, il ponte di Mehmet pascià Sokolovic, della seconda metà del Cinquecento. Courtesy of Luca Leone.

Nel giornalismo, l’osservazione diretta, il raccogliere le sensazioni e le testimonianze dei protagonisti, ha la priorità anche di fronte alla possibilità di una domanda che può valere apparenti sensazionalistiche esclusive. La guerra nei Balcani dal 1992 al 1995, l’inumano agire di pulizie etniche costruite a tavolino attraverso tecniche ereditate da guerre e tragedie precedenti. Visegrad è il luogo dove si sono per prima verificate nei Balcani le più perverse degressioni dell’animo umano, lontani dalle attenzioni dei media, in quel periodo ancora poco interessati alla vicenda, attenzione cresciuta successivamente con la più conosciuta triste tragedia di Srebenica. La Bosnia Erzegovina è ancora oggi divisa tra la Federazione Serba e la Repubblica di Bosnia Erzegovina, con i paesi più potenti al mondo, a decidere il futuro di una nazione che non ha ancora di nuovo avuto la possiblità di scegliere il proprio destino. Il libro di Luca Leone è l’incontro riuscito tra le principali arti del giornalismo, il racconto, l’indagine e la conoscenza. “Il libro non è soltanto la cronaca di eventi e dati, per conoscere come si è arrivati ai livelli di violenza di Visegrad è fondamentale vivere i luoghi e le personeci dice Luca al telefono prima di partire per la presentazione del suo libro, domani a Milano –  ascoltare e sentire l’orrore e il dolore delle persone coinvolte, ancora oggi vivi e nascosti da una accondiscendente omertà in tutto il paese. Sono tornato da pochi giorni dalla Bosnia-Erzegovina e la situazione, in attesa delle sentenze del Tribunale Internazionale dell’Aja, è di stallo, un oblio in cui la maggior parte delle persone preferisce non parlare e non ricordare. Credo in un giornalismo di servizio e non servile. Il sensazionalismo che la maggior parte dei colleghi, fortunatamente non tutti, danno ogni  giorno alle vicende etniche in particolare con i musulmani è la peggiore espressione del nostro lavoro. La Bosnia Erzegovina è il prodotto delle pressioni  politiche internazionali guidate da anacronistiche ambizioni oligarchiche con la complicità dei paesi più potenti del mondo.” La speranza di veder di nuovo risplendere la bellezza del fiume Drina nell’animo di nuovo libero della gente della Bosnia Erzegovina, è nel ricordo continuo delle vite violate e uccise, attraverso l’affannoso instancabile cammino dei protagonisti che Luca custodisce e racconta.  (m.g.)

 COMUNICATO STAMPA INFINITO EDIZIONI

Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio
(€ 14,00 – pag. 208)

 

di Luca Leone

Prefazione di Riccardo Noury

Introduzione di Silvio Ziliotto

Postfazione di Marco Travaglini

 

Venerdì 24 marzo, ore 21,00

presso il Circolo Acli Lambrate, Via Conte Rosso, 5, MILANO

Sarà presente l’autore; modera Silvio Ziliotto

Nella primavera del 1992, all’inizio del conflitto che sino alla fine del 1995 insanguinerà la Bosnia Erzegovina, Višegrad viene sottoposta a un intenso bombardamento da parte dell’esercito regolare jugoslavo. Ritiratesi le forze armate, millantando una situazione ormai sicura e sotto controllo, la cittadina della Bosnia orientale finisce sotto il controllo di un gruppo paramilitare guidato dai cugini Milan e Sredoje Lukic, che inaugurano un regime del terrore e dell’orrore. In pochi mesi la pulizia etnica ai danni dei musulmani-bosniaci – che costituivano il 63 per cento della popolazione locale – viene portata a termine con operazioni di rastrellamento, deportazioni, omicidi di massa e persino attraverso la combustione, in almeno due casi, di decine di civili all’interno di case private.

Circa tremila persone vengono uccise e fatte scomparire.

Lo stupro etnico ai danni di donne, bambini e uomini diviene pratica comune.

Il fiume Drina, mirabilmente cantato dal premio Nobel per la letteratura Ivo Andric, diviene la più grande fossa comune di quella guerra.

Questo reportage scritto sul campo racconta le vicende, raccoglie le testimonianze di tutte le parti e fa il punto sull’episodio che ha rappresentato la prova generale di ciò che sarebbe accaduto tra il 1992 e il 1995 a Srebrenica, Prijedor, Foca e in altri luoghi passati alla storia per la crudeltà degli eventi verificatisi.

“Venticinque anni di silenzi complici, di rimozione, di inganni e tradimenti. Di quel negazionismo spicciolo che si nutre di ‘letteratura’ cospirazionista e che, per mera affiliazione ideologica, ci spiega ogni tanto con un post tradotto o scritto pure male, che è tutto falso”. (Riccardo Noury)

“Luca Leone questa volta si supera in un libro inchiesta che sa di urla nel silenzio, di disperato tentativo di denuncia; mette in fila nomi e cognomi di chi è stato, di chi ha eseguito, di chi ha stuprato e ucciso, di chi ha deriso, ma anche di chi ha salvato a suo rischio e pericolo in quei giorni, mesi, anni tremendi di morte violenta autorizzata e sdoganata come pratica usuale”. (Silvio Ziliotto)

“Questo libro è importante perché offre una sponda, una voce e – perché no? – una speranza a tutte quelle persone in attesa di giustizia, di un riconoscimento del dolore patito, di pietà umana”. (Marco Travaglini)

“Le ferite che ci portiamo tutti addosso e dentro facilitano non poco il compito di chi vuole dividerci con la propaganda di parte. Viviamo, così, solo da un ciclo di guerra all’altro, mentre quelli sopra stanno bene e noi sotto, purtroppo, subiamo”. (Rato Rajak)

Con il patrocinio di Amnesty International sezione italiana, Cisl Emilia Romagna, Iscos Emilia Romagna, Mirimost

Il libro:
Titolo: Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio
Autori: Luca Leone

€ 14,00 – pag. 208

Con il patrocinio di Amnesty International sezione italiana, Cisl Emilia Romagna, Iscos Emilia Romagna, Mirimost

L’Autore

Luca Leone (Albano Laziale, 1970), giornalista professionista, saggista, romanziere e blogger, è laureato in Scienze politiche. È direttore editoriale e co-fondatore della casa editrice Infinito edizioni. Ha scritto per molte testate. Ha firmato una ventina di libri per più editori; tra questi, per Infinito edizioni, ama ricordare: Srebrenica. I giorni della vergogna (2005); Bosnia Express (2010); Saluti da Sarajevo (2011); Mister sei miliardi (2012); Fare editoria (2013); I bastardi di Sarajevo (2014); Srebrenica. La giustizia negata (con Riccardo Noury, 2015); Eden. Il paradiso può uccidere (2016); Vai Razzo, veloce e feroce (2016, con Giuliano Razzoli).