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In attesa di prendere visione completa del lavoro Il Sogno Fasullo di Amadou Kane e di Giulio Garau, concordo con la filosofia espressa nel comunicato stampa della Infinito Edizioni nella prefazione del libro di Paolo Ruiz. Personalmente, caratterizzare ideologicamente ogni logica di idea e di pensiero può ostacolare anche il discorso più vero, ma è evidente che il fenomeno migratorio ha ancora oggi le stesse matrici colonialistiche e imperialistiche che nei secoli precedenti hanno posto le fondamenta per la mercificazione del fenomeno migratorio.  Credo però, sia un meccanismo che oggi contestualmente viene assorbito e subito anche dagli stessi artefici di tale fenomeno.

Il libro è un immergersi nelle tante illusioni e bugie che ognuno può incontrare nel corso della vita. L’esperienza di Amadou Kane vuole essere esempio e monito per incoraggiare a creare conoscenza e verità nei propri luoghi d’origine. (m.g.)

 

 

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COMUNICATO STAMPA INFINITO EDIZIONI

“Domanda. Perché quest’Europa sempre più xenofoba non costruisce una campagna di informazione che spieghi ai popoli extra-europei di non migrare poiché il Vecchio Mondo non è affatto una cuccagna? Ho un barlume di risposta. Perché lo stesso mondo che esprime xenofobia ha anche bisogno di schiavi per tenere in piedi un’economia sempre più basata sullo sfruttamento, e perché gli schiavi ideali sono gli stranieri poveri, quelli che arrivano senza conoscere la lingua e quindi senza avere un barlume dei loro diritti e doveri”. Queste righe intense sono un estratto del testo scritto da Paolo Rumiz come prefazione del libro Il sogno fasullo. Memorie di un raffinato migrante senegalese in Italia, racconto in prima persona della vicenda di Amadou Kane insieme al giornalista Giulio Garau.

“L’errore enorme che ho fatto venendo qui è aver pensato che qui ci fosse il Paradiso – sostiene Amadou Kane – che potessi guadagnare soldi, diventare ricco. Ho mollato tutto per venire in Europa, ma non era affatto come pensavo e come mi avevano fatto credere. È stata un’esperienza fondamentale, ora ho capito, e ho imparato cos’è il lavoro e quanto sia importante. Posso tornare in Africa e ricominciare daccapo con uno spirito diverso”.

Amadou Kane, emigrante senegalese, attraverso il racconto del suo viaggio pieno di peripezie svela i retroscena della migrazione verso l’Italia e denuncia come tante siano le bugie e le leggende tra i giovani africani, illusi e spinti a raggiungere un paradiso che non esiste, finendo vittime dei racket. Per Amadou quest’esperienza si trasforma in un tragico paradosso: il suo non è stato il viaggio di un disperato su un barcone, ma di una persona privilegiata sbarcata in aereo e vestita in giacca e cravatta che, pur vivendo bene in Africa, sente il bisogno di rincorrere la chimera della ricchezza, inculcatagli da elementi della sua stessa famiglia attivi nel racket dell’emigrazione irregolare. Dopo anni di lotte, conquiste e delusioni, Amadou capisce che il luogo della felicità non è la tanto decantata Italia ma laddove si trovano le sue radici, nello stesso Senegal da cui è voluto andare via. In questo libro vuole raccontare tutta la verità ai suoi fratelli per scoraggiare coloro che vengono a cercare di realizzare invano sogni in Europa.

 

Il libro:
Titolo: Il sogno fasullo. Memorie di un raffinato migrante senegalese in Italia
Autori: Amadou Kane e Giulio Garau

Pag. 112 – € 13

Con il patrocinio di Scolaris vini srl

 

Gli autori

Amadou Kane (Dakar, 1966), è arrivato in Italia agli inizi degli Anni ’90. Dopo aver svolto diverse attività, dal Duemila, dopo un corso organizzato della Regione Friuli Venezia Giulia, è mediatore di comunità, mediatore linguistico culturale e interprete. Nel 2003 ha avviato Senegal Service, attività di organizzazione di eventi culturali. Ha preso parte a diversi corsi e attività di volontariato, dai City Angels alla Croce Rossa Italiana, a operatore di sportello al Sindacato con Anolf e Anmil.Giulio Garau (Trieste, 1962), è giornalista da una trentina d’anni ed è in forze a Il Piccolo di Trieste dal 1993. Professionista dal 1992, è stato cronista del Messaggero Veneto. È specializzato in materie sindacali, del lavoro, economiche, dello sviluppo industriale. È stato inviato all’estero, in particolare nell’Europa centro-orientale, nelle aree della Russia. Ha lavorato in Israele, dove ha realizzato un reportage in uno degli ultimi Kibbutz nel deserto del Negev. Ha fondato con due colleghi un portale dedicato a cantieristica, nautica, portualità e logistica. È referente della Formazione dei giornalisti del Fvg e cura le relazioni istituzionali con Austria e Slovenia, oltre che con Bruxelles, per il progetto Notizie senza confini.