Photo Courtesy of Instagram Sarajevo

 

Pensieri scritti per suo figlio, troppo piccolo per poter capire.

Pensieri scritti, con la paura di non poter più raccontare.

Pensieri scritti semplici, concisi, diretti al cuore di un bambino, ma che arrivano con velocità ai cuori di ogni persona.

Diario da Sarajevo rende la  storia della guerra nella ex Jugoslavia più comprensibile, chiara e forte. 

Per me esiste una sola regola fondamentale: noi siamo tutti nati nella stessa maniera, tutti abbiamo dei sentimenti, in tutti scorre il sangue nelle vene e tutti moriremo. La cosa importante è rispettarsi  e imparare cose interessanti e arrichenti gli uni  dagli altri.

Quando qualcuno ti offre la tua mano, con altruismo, con comprensione e sentimento, allora recuperi la speranza e la voglia di cercare il meglio e di crederci.

Spesso mi ripetevo quel detto che credo apri la porta del Paradiso: non fare mai agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te.

Estratti di un libro cronaca del coraggio dei molti e della violenza senza logica dei pochi. Parole di un talento, rafforzato dal dolore e reso eterno dall’amore di Dubravka per la sua famiglia, per tutte le persone del mondo. (m.g.)

 

front-diario-da-sarajevo

1662246_724335177606184_105365897_n

Photo courtesy of Instagram Sarajevo

COMUNICATO STAMPA INFINITO EDIZIONI

Diario da Sarajevo. Assedio, evasione e ritorno

Di Dubravka Ustalic
Traduzione di Silvio Ziliotto

Prefazione di Jovan Divjak

Introduzione di Silvio Ziliotto

12 agosto 1993. Ancora un massacro! Ancora una granata è stata sparata sui sarajlija che aspettavano in fila il loro turno per l’acqua: ne sono morti dodici, i feriti sono quindici. Ognuna di queste granate lascia dei segni nei nostri cuori che fanno male e che non si rimargineranno mai. Il sangue e le lacrime scorrono nella nostra Sarajevo, in Bosnia Erzegovina! Scorrono ogni giorno e impregnano la triste verità della guerra di un colore, quello rosso del sangue… Ogni giorno qualcuno perde qualcuno, qualcuno seppellisce qualcuno nella terra madre. Ogni giorno la guerra spegne la luce della vita e rimangono il buio, il grigiore e il fumo; restiamo come ombre nascoste e sopraffatte dal dolore. I colori della guerra, il colore del dolore e del sangue dell’uomo divengono testimonianza di una coscienza, che non so dove si trovi ora, dove sia svanita e se ancora esista! Mai nessuno potrà permettersi di dimenticare le vittime di questa guerra terribile!”.

Nella città diventata, durante quattro anni di assedio, “il più grande carcere al mondo”, una donna racconta le vicissitudini vissute in prima persona e dalla sua famiglia, tra fughe, dolore e ritorni. Il diario personale, dolce, tragico e a lieto fine di una giovane madre alle prese con un’esperienza terribile, quella della guerra. Un testo di rara intensità, scritto a mano, al buio, durante l’assedio, e continuato negli anni successivi, quelli della ricerca di una normalità come emigranti prima in Germania, poi in Italia. Una normalità impossibile, perché c’erano una patria e una città da ricostruire e troppo forte era il richiamo delle radici.

“Il libro di Dubravka è la storia intima e al contempo universale di una ragazza, una moglie, una madre che vive gli orrori della guerra a Sarajevo; una vicenda comune a tante donne e madri in tutta la Bosnia Erzegovina accerchiata, con davanti agli occhi, notte e giorno, le vittime delle granate, dei cecchini, senza cibo, acqua, corrente elettrica e con la paura ininterrotta per la vita del figlio, del marito, dei genitori, degli amici e dei vicini”. (Jovan Divjak)

“Il diario di Dubravka è qualcosa di più di altre cronache della nostra epoca: vi è l’amore di una giovane madre e moglie, la lucidità incredibilmente pratica di una donna intelligente, la passione per la famiglia e la vita, la voglia di continuare a sognare nonostante tutto e tutti e, infine, la capacità di narrare giorno dopo giorno cogliendo i fatti oltre l’apparenza e persino oltre l’orrore, senza rinunciare alla descrizione della dura quotidianità”. (Silvio Ziliotto)

Il libro:
Titolo: Diario da Sarajevo. Assedio, evasione e ritorno
Autrice: Dubravka Ustalic

Traduttore: Silvio Ziliotto

L’autrice

Dubravka Ustalic (Tuzla, 1967) ha vissuto a Kladanj e si è trasferita nel 1986 a Sarajevo, dove ha cominciato a lavorare come commessa. Nel 1988 conosce il futuro marito Nedim, che sposa nel 1990. Nel 1991 nasce il loro primo figlio, Arin, ma nell’aprile del 1992 in Bosnia scoppia la guerra. Da allora la sua vita è divisa tra fughe e ritorni nella Sarajevo assediata, il campo profughi in Croazia, le speranze in Germania e la rinascita in Italia, dove nasce il secondo figlio, Beniamino. Nel 2005 Dubravka torna a Sarajevo con l’intera famiglia e lì ancora oggi vivono tutti tra le mille difficoltà di un dopoguerra infinito.

Il traduttore

Silvio Ziliotto (Milano, 1971) è traduttore, interprete e insegnante della lingua serba, croata e bosniaca. Consulente e autore dei lemmi degli autori e dei profili delle letterature slovena, croata, serba, bosniaca, montenegrina, macedone e albanese della Garzantina della letteratura (2007). Tra i libri tradotti ama ricordare: la monografia Palmižana, La saga della Quintessenza (2005), la raccolta di racconti Gli occhi colmi di terra di Šimun Šito Coric (2011).

Advertisements